Sabina contro tutti"Questo film rappresenta l'Italia sprecata"

Lo scopo, nel film, è quello di mettere in piedi uno spettacolo per una piccola cooperativa di pescatori sardi in difficoltà per lo spopolamento del mare, a cominciare proprio dalle aragoste e "motore" del progetto è un ex operaio e sindacalista della Fiat, Gianni Usai, riconvertitosi alla pesca dopo il trauma della Marcia dei Quarantamila del 1980 che pose fine alle lotte operaie nell'azienda torinese.
«E' un finto reality - ha spiegato l'attrice - dove ciascuno interpreta sé stesso e le proprie crisi. Ho sfruttato la falsa convinzione che il reality ha trasmesso al pubblico: che una storia possa nascere dal nulla. Ma è anche un film profondamente politico, che cerca di rispondere al senso di impotenza che ciascuno di noi ha rispetto alla situazione che viviamo e che interpreta l'angoscia che viene dal pubblico dei miei spettacoli, concentrato in una sola domanda: "Cosa possiamo fare?" L'unica risposta è prendersi le proprie responsabilità, lavorare, riprendere contatto e avere fiducia nella realtà. Sono stata molto contenta di rimettere assieme il vecchio cast di "Avanzi" perché allora, con Tangentopoli, abbiamo potuto fare quello che volevamo, senza nessun controllo politico, visto che all'epoca i politici italiani erano più preoccupati di restare fuori dal carcere che non di controllare cosa passava in tv. Dopo non è stato più possibile riproporre alla televisione italiana uno spettacolo di questo tipo».
Ma il film non risparmia il nuovo catechismo di Papa Ratzinger che sostiene che «la guerra è giustificabile se ha fondate possibilità di successo», i giornalisti e gli intellettuali «che scrivono solo per mantenere i loro privilegi», Silvio Berlusconi, che ha definito «un atto di banditismo togliere un canale a Mediaset», e per il mondo della comunicazione, Gianni Riotta che ha detto «che la guerra preventiva avrebbe dovuto iniziarla Clinton», "La Repubblica" «che non citiamo mai, in attesa che tornino dalle ferie, perché su questo quotidiano adesso non è scritto proprio niente». E ricorda quando Masciarelli fu chiamato alla convention della Fiat, di fronte a Romiti, Luca di Montezemolo e Gianni Agnelli a interpretare - per i quadri aziendali - il suo operaio che parlava come l'Avvocato.
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








