Record di fenicotteri nelle valli veneziane: sfondata quota 47.000
Pubblicato il Censimento 2025, che conta 8mila esemplari più del 2024. Gettonate dalla specie valle Dogà a Caposile, Dragojesolo e Grassabò. A novembre a Venezia, si è svolto il simposio mondiale dei fenicotteri rosa.


I fenicotteri rosa segnano un nuovo record di presenze nelle zone umide della costa alto adriatica, dimostrando che le valli da pesca e gli specchi d’acqua delle lagune veneziane, sono diventate la loro casa.
Record assoluto
L’ultimo censimento del Phoenicopterus roseus che ha visto il monitoraggio dell’intera popolazione stanziale, ha contato 47.376 individui. E come per ogni anno censito, il grosso dei contingenti è stato rilevato in Veneto (65%), in particolare all’interno delle Valli da pesca e da caccia a gestione controllata, vedi alla voce aziende faunistico venatorie. Il 10% rimanente si trova in Friuli Venezia Giulia e il 25% in Emilia Romagna.
Per l’ottavo anno consecutivo è stato svolto il censimento coordinato e contemporaneo della popolazione di Fenicottero lungo la costa alto adriatica – si legge nel documento – Tale sforzo di campionamento, messo in campo da decine di rilevatori di 5 gruppi ornitologici (Astore-Fvg, Società Veneziana di Scienze Naturali, Venezia Birdwatching, Sagittaria e Asoer), evidenzia come sia possibile – e auspicabile – “fotografare” in un unico momento la presenza di specie migratrici e dalla fenologia complessa. Migliaia gli ettari dove sono stati contati gli uccelli.

Le valli veneziane le più amate
I rilievi sono stati svolti nella data di martedì 9 dicembre 2025, sempre con un’ottima sovrapposizione temporale rispetto ai censimenti precedenti.
I dati sono stati raccolti con la modalità standardizzata dei rilievi di metà gennaio: rilevatori suddivisi in squadre, con strumentazione ottica di precisione (cannocchiali e binocoli), durante le ore centrali del giorno. La data è stata scelta in un giorno di silenzio venatorio, per non interferire con l’assetto faunistico e poter censire i branchi in condizioni di tranquillità.
In testa alla classifica delle valli più gradite ai fenicotteri rosa ci sono: Valle Dogà a Caposile, con 14.647 esemplari, valle Dragojesolo con 2.791e valle Grassabò (2.100). E ancora valle Passarella (2.000) e valle Sacchetta (1.450), quest’ultima a Cavallino Treporti. Consistente la popolazione a valle Pierimpiè (1.400) e anche in valle Contarina (574 individui) e valle Figheri (185), sempre nella zona di Campagna Lupia.
In comune di Venezia, nelle barene tra San Giuliano Campalto e Tessera, visibili lungo la ciclovia, si contano un gruppo stabile di 280 fenicotteri.
Venezia, lo scalo dei Flamingos
Uno spettacolo per i turisti e birwatcher, un problema per chi nelle valli coltiva e per l’aeroporto di Tessera, che però è tutto da verificare.
«A Venezia i fenicotteri sono in aumento perché si trovano bene» spiega l’ornitologo Alessandro Sartori « ba sta pensare che a inizio anni Duemila erano una rarità, adesso sono una popolazione davvero importante».
Nel periodo invernale i fenicotteri convergono nelle valli, e questo è dato sicuramente dalla gestione virtuosa delle valli da pesca, ma anche da altri fattori che vanno studiati e approfonditi.
«I fenicotteri si spostano, non sono sempre gli stessi e variano valli» prosegue l’ornitologo specializzato in fenicotteri e lettura degli anelli, Alessandro Sartori «e quelli che vediamo in laguna vengono da Francia, per molta parte, Spagna, Turchia e talvolta dall’Algeria. Altri che vediamo sono nati in laguna (ultima nidificazione accertata nel 2013) e altri ancora provengono da altre colonie, Comacchio Sardegna e Sicilia»
L’aumento dei fenicotteri è stato segnalato anche da Save, tanto da aver istituito un tavolo di lavoro ad hoc.
A novembre, infine, all’università di Ca’ Foscari, si è svolto il simposio mondiale proprio sui fenicotteri.
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








