"Quel ponte di Calatrava ditemi a cosa serve"

Il comico scatenato: «Dobbiamo liberarci dei partiti, sono solo delle incrostazioni». La gente ride e applaude, ma più che a uno spettacolo si assiste a un comizio politico 
JESOLO. L'attacco è frontale: partiti, sindaci, grandi giornali, il ponte di Calatrava sul canal Grande. Beppe Grillo non risparmia nessuno. Le oltre 4 mila persone che sabato sera - e in replica ieri sera - hanno affollato il Palaturismo hanno pagato il biglietto (22, 25 o 30 euro) ma sarebbero dovute entrare gratis, perché quello del comico genovese Beppe Grillo è più un comizio che uno spettacolo. La meta verso cui cammina, a piccoli colpi di mouse, dal suo visitatissimo blog, è la distruzione dei partiti. «I partiti sono delle incrostazioni dalle quali dobbiamo liberarci».

Lo urla Grillo, passeggiando tra il pubblico, scatenando il primo grande applauso.


Il meetup veneziano.
E sottolinea: «Io faccio anti-politico, non faccio anti-politica. Questa è politica dal basso». Lo strumento d'azione dei grillini sono i meetup, questi circoli virtuali dove gli amici di Grillo, in tutte le città, si incontrano per discutere e confrontarsi. Quello di Venezia negli ultimi giorni ha superato i 430 membri. Dieci di loro, guidati dal coordinatore Lorenzo Buiatti, e con Anthony Candiello, dell'assemblea permanente contro il rischio chimico, hanno incontrato il comico genovese ieri sera. «Per confrontarci sulle nuove iniziative - spiega Lorenzo - e capire meglio con quali criteri poter valutare i comuni a cinque stelle, ovvero quelli meritevoli per l'impegno ambientalista ed energetico». Nell'incontro con il loro mentore i ragazzi gli hanno anche annunciato l'intenzione di approfondire la discussione sul Mose, le paratie mobili in costruzione per salvare Venezia dall'acqua alta, e l'adesione a Gaia, la fiera sull'economia sostenibile che si terrà domenica 30 settembre al parco Bissuola.

Contro i partiti.
Se i Meetup sono lo strumento, il sistema dei partiti è l'obiettivo da abbattere. «Sono vecchi, sono settantenni - urla Grillo nel suo spettacolo - e noi abbiamo bisogno di un altro modo di vedere il mondo. Mandiamoli tutti a casa». Dallo psico-nano Berlusconi a Prodi-Valium, da topo Gigio Veltroni a Bossi, a Visco, a Mastella che usa l'aereo di Stato per andare al gran premio di Monza, ce n'è per tutti perché è una classe politica che «ha paura di parlare coi cittadini e si chiude nelle auto blindate». Ecco allora l'idea delle liste civiche, a cui verrà dato una sorta di certificato di qualità. «Dicono che potrebbero esserci degli intrufolati - spiega Grillo a Jesolo - ma il problema non c'è perché in caso di vittoria, chi verrà eletto sindaco, dovrà aprire un blog, e scrivere ogni giorno quanto soldi spenderà e per costruire cosa. In Internet un truffatore viene smascherato in in due minuti, e allora il sindaco se ne torna a casa». E' proprio quando attacca i partiti che il pubblico si spella le mani.

Don Fazzini.
Grillo è a Venezia e non dimentica gli amici. A metà spettacolo passa il microfono a don Gianni Fazzini, che ha promosso, con il Comune di Venezia, il progetto «Cambieresti»: mille famiglie che si sono messe in gioco e un po' alla volta hanno cambiato stile di vita per cercare di rispettare l'ambiente. «Sono queste le cose che dobbiamo fare anche se - scherza Beppe Grillo - di queste mille famiglie, ottocento sono scoppiate proprio per colpa di questo progetto, che è una cosa difficilissima. Come fa una coppia a resistere assieme?»

I sindaci e Calatrava.
«Questo Calatrava, sapete come lo chiamano all'estero, dalìalà, perché non si capisce a cosa servano i ponti che fa. Utilissimo, quello di Venezia, costato milioni di euro, unisce il parcheggio alla stazione, la stazione al parcheggio, così chi arriva in auto va a vedere che scende dal treno. Bisogna fermarla questa gente qui». Grillo è un fiume in piena. Se la prende col sindaco Massimo Cacciari, senza però mai nominarlo. «Colpa di questi sindaci funzionaretti di partito - dice - hanno soldi da spendere e i grandi architetti sono i loro alibi». E ancora: «Sono loro i primi abusivi, non i lavavetri, mandiamoli a casa tutti». Quando finisce lo spettacolo, tutti a fare il segno del V-day, con l'indice e il medio.

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