Il sindaco Giordani: «Il Pedrocchi è stato snaturato»

Il sindaco Sergio Giordani interviene sul nostro giornale. Ha deciso di aprire un tavolo di confronto per monitorare il gestore: «Abbiamo chiesto la rimozione con celerità di elementi incongrui all’interno»

Il sindaco di Padova Giordani durante un evento al Pedrocchi
Il sindaco di Padova Giordani durante un evento al Pedrocchi

Interviene il sindaco di Padova Sergio Giordani nel dibattito innescato dal mattino di Padova che, con un pezzo a firma del direttore Paolo Possamai, ha denunciato la situazione di incuria dello storico Caffè Pedrocchi.
Una donazione che il proprietario Domenico Cappellato Pedrocchi ha fatto al comune nominandolo custode perpetuo del prezioso Caffè.
Dentro lo Stabilimento sono comparsi mobiletti Ikea, avulsi dal contesto, collocati tra gli arredi storici disegnati da Giuseppe Jappelli. Divanetti in finto vimini, vetrine che reclamizzano oggetti di ogni tipo, maxi schermi, totem luminosi. Sala Etrusca, addirittura, è stata trasformata in un ufficio. Una conservazione decisamente diversa da quella messa nero su bianco dal testamento che il mattino ha visionato all'ufficio del registro.

Pedrocchi, lo Stabilimento violato a causa dell’assenza di un progetto culturale
Un figurante durante un evento al Pedrocchi

Qui l’intervento del sindaco Sergio Giordani

Il Caffè Pedrocchi è un bene culturale per eccellenza, nell’accezione più significativa del termine: è testimonianza di civiltà, di Padova. Della nostra realtà locale, ma con un valore universale.

È e sarà sempre al centro delle strategie di politica culturale, che la nostra amministrazione, con l’assessore Colasio, persegue da tempo. Pensiamo a quei luoghi non sempre adeguatamente valorizzati, che in questi anni hanno portato Padova ad un ruolo rilevante a Nord Est: è il caso del San Gaetano, trasformato nel tempio delle grandi mostre, della torre degli Anziani, restituita dopo secoli alla collettività. Sarà così a breve per il Museo del precinema, per l’ex macello, per l’ex Configliachi e il Du30 all’Arcella.

Una città che come la nostra investe sulla cultura come fattore identitario e come grande attrattore turistico non può certo permettersi di non investire sul Pedrocchi.

Pur nelle criticità non è mancato un impegno: da molti anni non erano previsti investimenti così rilevanti per risolvere i grandi problemi strutturali che lo assillano.

A giorni l’assessore porterà in giunta il progetto esecutivo per il restauro delle logge, della stupenda sala Rossini, della sala etrusca e di quella egizia. Nel contempo, grazie al lavoro dei tecnici, si è risolto il grave problema delle infiltrazioni. Il tutto d’intesa con la Sovrintendenza con cui si è affrontata anche la questione del restauro delle mappe.

Da lungo tempo lavoriamo con l’assessore alla questione nodale del rifacimento dei bagni, del restyling della cucina e della sostituzione della caldaia. Un parco progetti che si è tradotto in un impegno di spesa superiore a 1.300.000 euro. Un’entità di risorse significativa. Un intervento radicale che è stato costruito e progettato con pazienza, impegno e condivisione con gli organi statali di tutela.

Come a dire che per noi il Pedrocchi è centrale. Inoltre vi sono ulteriori progetti di riqualificazione di cui parlerà l’assessore al suo ritorno dal Giappone, dove ha avuto anche degli incontri per promuovere l’Urbs Picta.

Certo, ne siamo consapevoli, pur apprezzando l’impegno profuso da parte del gestore, Fede group, per aumentare la qualità del servizio, del personale assunto e dei ricavi, da tempo siamo in franca e schietta discussione con loro per correggere al più presto alcune disfunzioni in notevole contrasto con lo spirito del Pedrocchi.

Ma si tratta di questioni rispetto alle quali il concessionario ci ha dato ampie garanzie e sarà nostra cura aprire un tavolo di confronto con il concessionario per verificare la traduzione pratica e fattiva degli impegni assunti che riteniamo imprescindibili e necessari. Senza contare che ci siamo già attivati per chiedere che si avviino con celerità le attività volte alla rimozione di elementi incongrui e in contrasto con la convenzione.

Per noi l’identità culturale del Pedrocchi è e sempre sarà prevalente rispetto al ritorno finanziario dello Stabilimento.

Un lascito quello di Pedrocchi per la città tutta di cui sentiamo il peso e la responsabilità.

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