E’ morto Ivano Spano, storico volto della sinistra ambientalista veneta

Sociologo all’Università di Padova e fondatore dei Verdi a Padova, fu protagonista della stagione politica nata a Sociologia a Trento negli anni ’70. Aveva 84 anni

Marta Randon
Ivano Spano, sociologo, aveva 84 anni
Ivano Spano, sociologo, aveva 84 anni

È morto a 84 anni Ivano Spano, sociologo, docente universitario e figura storica della sinistra ambientalista e autonomista veneta. La sua scomparsa chiude una lunga stagione di impegno politico, culturale e accademico che ha attraversato oltre cinquant’anni di storia italiana.
Nato a Ravenna, Spano ha legato però quasi interamente la sua vita professionale e civile a Padova e al Veneto. All’Università di Padova ha costruito la sua carriera accademica come professore associato di sociologia, contribuendo alla formazione di generazioni di studenti e partecipando attivamente al dibattito pubblico su politica, società e ambiente.

La vita 

Le sue radici culturali affondano negli anni Settanta, nella vivace stagione della facoltà di Sociologia di Trento. In quegli anni condivise esperienze e percorsi con figure che avrebbero segnato in modi diversi la storia politica e culturale italiana, come Marco Boato, Raffaele Morelli e Renato Curcio. Quest’ultimo, di lì a poco, avrebbe preso strade radicalmente diverse fondando le Brigate Rosse.
Spano rimase invece sempre dentro il terreno del confronto politico e culturale, sviluppando una visione della sinistra fortemente legata ai temi dell’autonomia, dell’ambientalismo e della partecipazione dal basso. A Padova, insieme a Mario Levante e Salvatore Itali, contribuì alla nascita del movimento-partito dei Verdi, portando nella politica locale una sensibilità ecologista quando ancora questi temi erano marginali nel dibattito pubblico.
Parallelamente all’attività universitaria, per lungo tempo divise il suo lavoro tra Padova e Roma, dove ricoprì il ruolo di commissario straordinario dell’Istituto statale per sordi di Roma. L’impegno accademico lo portò anche all’estero: tra le esperienze di insegnamento ricordate ci sono quelle a Düsseldorf e a Bruxelles, oltre alla partecipazione a numerosi convegni e incontri internazionali.
Spano è rimasto una presenza attiva nel dibattito pubblico fino a pochi anni fa. Nel 2020 si presentò infatti come candidato presidente della Regione Veneto in alternativa a Luca Zaia, all’interno di una lista autonomista nata dal basso.
Negli anni giovanili della sua formazione culturale fu anche presidente del Movimento dei Lavoratori per il Socialismo. Erano gli anni delle discussioni intense e delle lunghe riunioni politiche, quando a Padova, in via del Santo, si incrociavano spesso percorsi e riflessioni con intellettuali come Toni Negri.

Politica

Accanto alla politica e all’università, Spano coltivava anche un forte interesse per la cultura. Pochi anni fa, al Portello, aveva presentato il libro del suo amico scrittore napoletano Paolino Cantalupo, “Curarsi con il cinema”, in uno dei tanti incontri pubblici a cui aveva continuato a partecipare con passione.
«Spano è stato una figura mitica della politica di sinistra dagli anni ’70 fino a pochi anni fa», ricorda Salvatore Italiano, ex consigliere comunale del Psi. «Ho tanti ricordi, ho vissuto mille esperienze politiche con lui. Nella vita privata era generoso e un vero signore. Al suo funerale saremo in tanti».
Negli ultimi tempi viveva a Mogliano Veneto. Da poco era ricoverato all’Ira di via Beato Pellegrino, a Padova.
Lascia la moglie e tre figli: Matteo, Gabriele e Veronica, che vive a Copenaghen. I funerali, secondo quanto si apprende, dovrebbero tenersi lunedì 16 marzo.

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia