Manildo su Electrolux: «Il Veneto deve fare fronte compatto»

Il capogruppo dell’opposizione si è espresso sulla situazione di Electrolux: «L’azienda ha ottenuto un accordo di innovazione ricevendo tre milioni di euro dal ministero per il Made in Italy. Sarebbero quindi ancora più beffardi i licenziamenti»

Il portavoce delle opposizioni al Consiglio regionale Giovanni Manildo
Il portavoce delle opposizioni al Consiglio regionale Giovanni Manildo

«Il Veneto deve fare fronte compatto, tra istituzioni, forze politiche e sindacali, per esigere il ritiro del piano di licenziamenti di Electrolux. Il numero di esuberi, circa 400 per lo stabilimento di Susegana, cui si aggiungerebbero quelli dell'indotto, si tradurrebbe infatti in una dismissione dagli effetti laceranti per il tessuto sociale». Lo afferma oggi in una nota il capogruppo del Pd e portavoce delle opposizioni al Consiglio regionale del Veneto, Giovanni Manildo.

«Negli ultimi anni» ricorda Manildo «Electrolux ha ottenuto un accordo di innovazione, ricevendo 3 milioni di euro dal ministero per il Made in Italy, e un finanziamento di altri 200 milioni da parte della Banca europea per gli investimenti: tutte risorse da destinare a ricerca e sviluppo per il rilancio di prodotti green. Per questo sarebbe ancora più beffardo anche uno solo dei licenziamenti previsti».

Ha poi aggiunto: «Il Veneto deve esigere rispetto. Sul fronte delle politiche industriali e del lavoro, al netto del ruolo dell'Europa e del Governo nazionale, è chiaro che serva aprire una nuova fase a livello regionale. Questa vicenda è l'emblema della necessità di ricalibrare misure e investimenti. Ritengo che questo sia il tema prioritario attorno al quale maggioranza e opposizione debbano lavorare fin da subito, in stretto confronto».

Infine un augurio per il futuro: «Alle lavoratrici e ai lavoratori di Electrolux, così come di tante altre realtà in cui si sono aperte situazioni che mettono a repentaglio la sopravvivenza di migliaia di famiglie va data anche questa risposta concreta».

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