La passerella del giorno

Le star che fanno urlare il pubblico delle passerelle ci sono, tra i premiati: Cate Balchett, Brad Pitt. Ma non sono a Venezia, non sono al Lido, non sono sul red carpet conclusivo di Venezia 64 che tra tanto sfavillare non trova il lampo glamour. Il pubblico, non così numeroso, si deve accontentare di un Heat Ledger da dimenticare, in pinocchietti e calze a righe bianche e rosse, cappellaccio in testa, maglietta unta e sigaretta in bocca: rappresenta nel modo migliore la differenza che passa tra un alternativo e un cafone. Si applaude Lavinia Biagiotti per il suo abito crema, che fa un po' sposa ma è prezioso nella trama del tessuto; purtroppo, lo accompagna con uno scialle formato matrimoniale, del tutto eccessivo. E' intrigante lo smoking bianco di Ivonne Sciò, peccato lei sia ormai consunta, da fare sembrare Angelina Jolie una che scoppia di salute. C'è tanto bel cinema: Brian De Palma tra i primi ad arrivare, Ang Lee impeccabile, Abbas Kiarostami, Jonathan Demme, Nikita Mikhalkov, Todd Hayes, Emanuele Crialese e Ferzan Ozpetek a rappresentare un'Italia che dopo la disfatta dei film in concorso se l'è data a gambe, Jane Campion. C'è il cast di "Le grain et le mulet": si sono persi il bagaglio tornando di tutta fretta a Venezia ma in qualche modo poi hanno rimediato. Scattano i flash su Silvana Giacobini, su Claudia Koll in sari e con un saluto benedicente, su SilviaCeccon che ebbe a concorrere a Miss Universo, oggi fa la modella, molti fotografi non sanno neanche chi sia ma ha un bel vestito, che in queste circostanze funziona sempre. Stefania Sandrelli è in Armani nero, ma ne esce un po' troppo scolpita; sua figlia Amanda è fresca nell'abito Max Mara. Valeria Solarino veste un nero di Roberto Cavalli, lo esalta alla perfezione. Dopo la cerimonia, tutti all'hotel Des Bains per la cena finale e l'ultima, definitiva passerella di vanità: sette isole di delizie allestite nel parco, tra leoni, pouf, sculture di burro e atmosfera chill-out. Il clima è quello degli arrivederci: festa sì, ma con retrogusto di malinconia.
venerdì 7 settembre
Standing ovation per Bertolucci
La passerella del giorno, oggi, è quanto di più silenzioso e discreto si possa immaginare. E' un grande maestro del cinema che entra in sala in sordina, passando da un ingresso laterale, quando sul grande schermo stanno per scorrere le immagini del suo primo lavoro, "Le vie del petrolio". Ma questo pubblico, il pubblico della Mostra di Venezia, sa annusare l'odore dell'arte, e la sua presenza non può passare inosservata. E' standing ovation, in Sala Grande, per Bernardo Bertolucci, in un pomeriggio in cui tutto declina nell'attesa del gran finale.E' commozione vera e palpabile per lui, che oggi riceverà il Leone d'Oro alla carriera dalle mani di Stefania Sandrelli, e lei da giorni fa training per non commuoversi, assicura che ce la può fare "perché sono tosta". E' passerella anche per le figlie di Luigi Comencini, tutte in sala, tutte lontane dai flash. Le pagine più silenziose di questo festival, talvolta, sono le più preziose.
giovedì 6 settembre
Cocktail e frutta alla festa del cinema
E' qui la festa del cinema, la vera passerella del giorno: come ogni anno, per una sera i riflettori lasciano il red carpet e si trasferiscono sulla terrazza dell'Excelsior per la serata promossa da Ciak, il mensile del settore. Gli attori qui non si fanno attendere, arrivano senza la tensione dei flash, senza gli abiti da sera, il trucco e l'acconciatura. Visti da vicino solo qui, nella notte di Ciak, sono ragazzi che hanno voglia di divertirsi e che stanno volentieri tra la gente. Quest'anno, il salotto che accoglie la festa di chiama Lancia Café: i barman per l'occasione hanno preparato un cocktail che si chiama "Musa", proprio come la monovolume di cui è stato appena presentato il restyling, ed è base di menta, rhum, birra, lime e zucchero. Viene offerto assieme a tutti gli altri inventati in questi giorni, dedicati a Clooney, Pitt, Theron e Tarantino; gli invitati sono 200 e alla faccia di tutte le feste esclusive del festival, qui davvero c'è chi farebbe carte false per entrare. Il pass è un braccialetto di tessuto, e subito qualcuno ha pensato al due per uno: tagliato, riaggiustato con un normale nastrino poteva funzionare per portare dentro un amico. Solo che l'organizzazione se n'è accorta, e ha subito stoppato il gioco. Tra gli ospiti della serata, a consumare frutta fresca e dolci vitaminici, Valeria Solarino, Ferzan Ozpetek, Emanuele Crialese, Alejandro Gonzales Inarritu, Enrico Lucherini, Paul Verhoven. Musica con il dj Scaramax, il press agent Massimo Scarafoni, che sul tema di "Echi dall'Africa" ha proposto ritm'n blues, hip hop, soul, jazz e un pizzico di graditissimo trash corner.
mercoledì 5 settembre
Lacrime e acrobazie per Burton e Depp
Sono in fila dall'alba, le ragazzine che vogliono vedere da vicino Tim Burton e Johnny Depp. Sono arrivate da mezza Italia, nell'attesa hanno disegnato cartelloni che inneggiano alla visionaria filmografia del regista che sta per ricevere il Leone alla carriera, e all'attore che ha portato sullo schermo i sogni di "Edward mani di forbice", della "Sposa cadavere", dei "Pirati" e della "Fabbrica di cioccolato". L'età media è 17 anni, studiano, farebbero qualsiasi cosa per un autografo, anche se è un frettoloso sghiribizzo, sul diario nuovo della scuola che sta per cominciare. Questa passerella è linfa vitale per il cinema, perché ne rappresenta l'anima giovane e innamorata, che piange di delusione se la firma non arriva, e di gioia se invece c'è. Depp ha uno smoking spezzato e lo porta molto male, per via della sua faccia un po' così, delle scarpe da gangster, delle mani coperte da anelli. Burton con i soliti occhiali dalla montatura pesante ha accanto la moglie Helena Bonham-Carter molto molto incinta, e non l'abbandona un attimo se non per tornare tra i fans, una volta ricevuto il premio che, lo sa, deve anche a loro e alla loro passione. Apre la passerella il rapper Coolio, cappellaccio con treccine che spuntano dalla sommità, moda orrenda se dovesse dilagare, ma qui diverte. Burton e Depp dedicano al loro pubblico dieci minuti di abbraccio a stretto contatto, masticano poche parole in italiano, risarciscono sbracciandosi in saluti tutti quelli che non riescono a raggiungere, compresi gli acrobati che sono riusciti ad arrampicarsi sulle torri dei riflettori. E' una festa e si vede da quel che rimane quando la folla se ne va: l'asfalto tappezzato da avanzi di giornale che parlano dei loro idoli, scritte sul telo che copre la transenna, carta argentata che ha avvoltolato panini necessari per resistere ore e ore nell'attesa. Non è stata una passerella, è stato un Carnevale di cinema, uno dei momenti più belli e più vivi di tutta questa Mostra.
martedì 4 settembre
Gere di scena notte e giorno
La prima a mezzanotte, per il film fuori concorso "The Hunting Party"; la seconda nel pomeriggio, tra un acquazzone e l'altro, per la proiezione ufficiale di "I'm Not There", Venezia 64. Richard Gere raddoppia la passerella sul tappeto rosso del Lido, non cambia nemmeno l'abito ma solo la camicia e in nessun caso aggiunge la cravatta. La bella moglie sceglie un abito azzurro per la notte, un nero senza orpelli per il giorno. Quanto ai fans, non mancano mai, nemmeno quando ci si aspetterebbe, per ragioni di orario e di temporali incombenti, solo il pubblico in sala. Informale come sempre, Gere scherza con i fotografi che gli regalano una piccola macchina digitale per il recente compleanno, festeggiato proprio nei giorni veneziani, e per la simpatia dimostrata nei loro confronti. Firma pochi autografi, ama la puntualità: per non delulere i fans e non far ritardare l'inizio del film, arriva con largo anticipo. Oggi se ne va da Venezia, visiterà altre città italiane. Chiede ai fotografi, nel caso lo incontrassero, di mettere pure a fuoco lui ma di rispettare la privacy della sua famiglia.
lunedì 3 settembre
Il Prometej ruba la scena
La passerella delle vanità abbandona per una sera il Lido e si trasferisce a Venezia, in Riva San Biagio, dove è all'ancora il Prometej, il rompighiaccio di Alberta Ferretti trasformato in yacht e teatro negli ultimi tempi di feste molto celebrate. La passerella di stasera è in onore di Richard Gere: cento invitati e bei nomi del cinema tra cui Heat Ledger (un po' ingrassato e con codino), Todd Haynes, Richard Shepard, Terrence Howard; brilla la bellezza di Diane Kruger in bianco lungo con strascico, Afef ruba la scena con la sua consueta, inarrivabile semplicità. E sono proprio le stelle il tema della serata: 150 lanterne riproducono il cielo illuminato. Richard Gere arriva con la moglie, che lo accompagna in questa lunga trasferta veneziana a metà tra vacanza e lavoro: lui è in blu scuro e senza cravatta, lei in lungo azzurro con infradito sullo stesso tono, e nessuno dei due toglie le scarpe per salire in barca. Cenano con Alberta Ferretti, Afef e il cast in un salottino riservato, ed è tutto a base vegetariana per rispetto del credo buddhista dell'ospite; al piano di sopra, preparati della cucina di Cipriani, arrivano orecchiette all'astice e risotti alle verdure, branzini al forno e scampi reali con astice al pomodoro. Si finisce con crostate di frutta e con la Sacher, accompagnando tutto rigorosamente a champagne. Dal molo una tempesta di flash; ci si stende sui comodi lettini e se la sera è fresca ci sono anche le coperte candide; Carlo Rossella posa per le tv assieme agli immancabiili Massimo Giletti e principe Giovannelli. Molte belle donne, qualche abito da gran sera decisamente fuori luogo, buona musica e bizzarri incidenti: un ospite forse vip ma certo maleducato sputa la gomma masticata sul prezioso legno dei corridoi. Inevitabile che un ospite ci finisca sopra con il piede nudo.
domenica 2 settembre
Brad il bandito e la bella Jolie
Nove ore sotto il sole, aspettando il tramonto e poi il buio,per vedere da vicino se davvero Angelina è così magra e se davvero Brad è così bello da sembrare disegnato. La passerella di "The assassination of Jesse James by the coward Robert Ford" è un delirio collettivo, fatto di cartelli che alla coppia più bella di Hollywood chiede uno sguardo, un attimo d'attenzione, una foto e, nel più sfrontato dei casi, un'adozione. Ecco Brad Pitt e Angelina Jolie, lui in smoking spezzato, lei in pizzo nero a contrasto sulla sottoveste color crema. E sì, è vero: lui sembra davvero disegnato e lei è assolutamente troppo magra, tanto da far sfiorire tra zigomi sporgenti e occhi segnati la bellezza del viso. Regge ancora, ha non più di tre chili di margine: se perde anche quelli, si affloscia. Lui la tiene per mano, la segue con lo sguardo attento. E la folla, di fronte ai due che si amano e si moltiplicano in ogni forma (il quinto figlio è in arrivo, e sarà la quarta adozione) si entusiasma. Il vestito scollato di Angelina mette in bella vista, oltre a un certo numero di vertebre, una quantità esagerata di tatuaggi: non ci si abituerà mai al fatto che una signora possa essere davvero elegante, anche se coperta di perle e brillanti come lei, con tutti quei disegni addosso. Da notare che, in passerella, Brad Pitt ha finalmente tolto gli occhiali da sole, che nel pomeriggio hanno portato a una clamorosa lite con tutti i fotografi presenti al Lido. Davanti agli obiettivi schierati rifiutava di sfilarli al photocall, forse per fare un favore allo sponsor: dato il modo vagamente strafottente, i fotografi hanno spento le macchine e se ne sono andati lascindolo lì. In passerella pace fatta: le pose sono di rito, e il sorriso dei migliori.
sabato 1 settembre
Distillato di bellezza
venerdì 31 agosto
Clooney, animale da passerella
Il trionfo di Ang Lee
Arriva al Lido e tiene sotto braccio, metaforicamente, un Leone ancora cucciolo: lo ha vinto qui, solo due anni fa con "I segreti di Brokeback Mountain". Ang Lee presenta "Lust, Caution" e poco importa che in sala ci siano alla fine solo tiepidi applausi. Le esplicite scene di sesso fanno parlare, molto parlare, e sono già uno dei temi più caldi per questa edizione della mostra. Tang Wei, l'attrice, veste Roberto Cavalli dopo aver sfoggiato in giornata una camicetta da educanda; gli autografi per i fans assiepati oltre la passerella si sprecano. Marco Muller accoglie gli ospiti sulla passerella conversando amabilmente: parla sette lingue alla perfezione, e una delle sette è il cinese. Lo ha studiato da adolescente, quando a casa sua tutti parlavano tutto, una sorta di Babele, e lui moriva dalla voglia di fare qualcosa di diverso.
mercoledì 29 agosto
Pomeriggio da star
Il primo giorno alla Mostra del Cinema di Venezia è quello della passerella più attesa: mille e 100 invitati alla prima proiezione, e quest'anno il film d'apertura "Espiazione" è in concorso, e poi cena di gala sotto la veranda sulla spiaggia dell'Excelsior. In passerella, prendere nota, dominano per le signore le tonalità più tenui del grigio, tornano i lunghi guanti di seta, e le schiene scoperte sono sempre d'attualità. Visti e approvati: Vanessa Redgrave, 70 anni senza un solo ritocco, una lunga tunica color glicine; Franca Sozzani in corto nero; Valeria Solarino fasciata in un oro luccicante e naturalmente la madrina, Ambra Angiolini, con un Armani grigio perla, uscito dalla collezione personale dello stilista, che è semplicemente un'opera d'arte. Visti con perplessità, Tiziana Rocca in bluette sparato e capello selvaggio, con marito Giulio Base con un bianco così bianco da sembrare appena uscito dalla lavatrice; Marina Ripa di Meana con il solito cappellino mansardato, una fatica inventarne ogni anno uno di diverso. Terribile l'abito della bella Sonia Raule, con ripresa a tendaggio all'altezza del fianco.
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