Johnny Depp, mister sogno planetario

Sulla Mostra del Cinema si abbatte l'effetto Johnny Depp, e si abbatte nella sua versione più deflagrante, in coppia con Tim Burton, il regista dei sogni e delle visioni. Siccome le buone notizie non vengono mai sole, con Tim c'è la moglie Helena Bonham-Carter molto, molto incinta, di viola vestita a con vistoso fiocco tra i capelli, mentre al fianco di Johnny, arrivato da Nizza, manca Vanessa Paradis, e le fans possono fantasticare.
Sarebbe, diciamo, la festa di Burton: è a lui che va il Leone alla carriera, e mai è passato nelle mani di un regista così giovane; giusto che a consegnarglielo sia il prodigio del cinema mondiale, perso nelle droghe e da lui ripescato, plasmato, trasformato in un sogno planetario. E' la festa di Tim ma è un delirio per due, la Mostra quest'anno ha fatto le cose in grande. Le più giovani sono Anna e Clara, undici anni una e l'altra poco di più, portate dalla mamma a vedere il loro mito e radiose perché la firma di Depp l'hanno conquistata. Clara gli ha messo sotto il naso la sua Smemoranda aperta sul 9 giugno (il compleanno di lui) e adesso la stringe al cuore. «Parla, ha anche parlato» annuncia incredula Paola, 17 anni, venuta da Pesaro: «Mi ha detto ciao».
Avessero trovato un biglietto, un po' di queste fan sarebbero anche entrate in sala; ma per tante, la gioia è nell'adrenalina pura della Thesis grigia che sfila, il volto che s'intravede all'interno. Prima Depp, smoking spezzato che gli sta una pena ma naturalmente al mondo non c'è nessuno più bello di lui, e poi lo smoking si può sempre togliere, quel che importa è il contenuto. Percorre la passerella in una sorta di bizzarro sirtaki, passi incrociati e un improbabile paio di scarpe bicolori bianco e crema, con l'aggravante della vernice. Mani coperte di anelli, lenti scure che toglie per la fan: «Mi ha guardato negli occhi» palpita la ragazzina in debito di ossigeno.
Poi arriva Tim, l'uomo che non si pettina mai ma non importa: devono essere tutte quelle fantasie che gli frullano nella testa a rendere indomabile il suo ciuffo. Helena firma autografi, con prudenza vista la pancia; i due, insieme, sono divertenti anche se stanno solo posando davanti a un photocall.
Sulle impalcature che reggono i riflettori si arrampica chiunque: fotografi, fan sprezzanti del pericolo, se qualcuno gli desse una liana si butterebbero sui loro idoli. E' qui la festa: la gioia di esserci, il tappeto di giornali, bottiglie, fazzoletti inzuppati di lacrime che resta sull'asfalto. Le cronache registrano che, dopo la proiezione, di festa ce n'è un'altra e inutile dire che è blindatissima eccetera. E' al Chiostro di San Nicolò, 16 tavoli, cento persone. Menu di pesce alla veneziana, seppie in umido con polenta comprese. Tim Burton è il festeggiato, Johnny farà di tutto per non rubare la scena.
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