Marito e moglie muoiono nell’incidente in moto, gli amici restaurano l’Harley Davidson per i figli
Restaurata l’Harley Davidson Softail Slim di Davide Magnanini e Manuela Ghezzo, la coppia di Peseggia di Scorzè morta in un incidente a Jesolo nel luglio 2025. La moto è stata riconsegnata ai figli Federico e Simone al Motor Bike Expo di Verona

Harleysti sporchi e cattivi, con la pancia da birra, capaci solo di dare gas? Ma quando mai... Questa è la storia di quello che una profonda amicizia e una comune passione possono realizzare.
La tragedia
La storia di un lutto - Davide Magnanini e Manuela Ghezzo, una coppia di sessantenni di Peseggia di Scorzè che il 12 luglio 2025, sabato pomeriggio, viene investita e uccisa a Jesolo mentre sta andando a fare un giro in moto verso Jesolo - e di un progetto nato dalla volontà di un gruppo affiatato di harleysti di elaborare quel lutto e stare concretamente vicino a Simone e Federico, i due figli della coppia. Assecondando un loro desiderio che, forse, solo un motociclista o un fanatico dell’Harley Davidson può contemplare: riportare allo stato originale la Softail Slim in sella alla quale viaggiavano i genitori.
«Questa era l’idea, ma nessuno di noi sapeva ancora come realizzarla» spiega Carlo Gardan, uno degli amici più stretti della coppia. Quella moto, rimasta sotto sequestro fino all’ottobre scorso, in meno di tre mesi è stata rimessa a nuovo e ieri, al Motor Bike Expo di Verona, è stata riconsegnata a Federico e Simone Magnanini. «Tra i promotori dell'iniziativa c'è Fabio De Franceschi, uno dei fondatori dell'Hog (Harley Owners Group) di Treviso» racconta Gardan «Ha messo in campo 30 anni di esperienza, contatti e credibilità nel mondo Harley.
L’iniziativa
Abbiamo iniziato chiamando chi le Harley le ama come noi. I gruppi di Treviso, Bassano, Verona, Trento, Mantova e Bolzano, in particolare, hanno raccolto la nostra richiesta veicolando il messaggio ai loro associati. Parallelamente abbiamo presentato le nostre necessità anche ad aziende del settore, di solito sempre sensibili alla solidarietà». Oltre a un telaio da rimettere in sesto, c’erano componenti e ricambi originali da trovare. Un’impresa non solo per il costo, ma per i tempi e la difficoltà di reperirli nel mercato.
Ma la macchina, ormai, si era messa in moto. Attraverso il passaparola e nel corso dei raduni pre natalizi e le cene sociali dei club del Triveneto, il messaggio viene veicolato a tutti. Gardan, esperto informatico, realizza un video che viene diffuso nell’ambiente dei bikers in cui si spiegano i dettagli del progetto.
«Il risultato che abbiamo ottenuto è frutto del lavoro, della fortuna e del grande cuore di tanti» continua Gardan «Cito Andreas, capo officina del concessionario di Bolzano, che da grande amante del suo lavoro si è emozionato di fronte ad una moto con questa storia. Non ci ha dormito la notte, e ha quindi deciso di dedicarsi anima e corpo nell’analizzare i danni, cercare i pezzi di ricambio e ripararla per restare nei tempi».
La moto restaurata
In una situazione tragica come quella successa a luglio, è capitata anche un po’ di fortuna. «Abbiamo incontrato Cristian che doveva sistemare la sua Street Bob a Bolzano» continua Gardan «Quando ha saputo del progetto, non ci ha pensato due volte. Non ha voluto farseli pagare e ha donato i pezzi compatibili che ci hanno permesso di accelerare».
Si potrebbe scomodare addirittura il destino, parlare di un cerchio che si chiude, raccontando quanto successo con Stefano, carrozziere di Montebelluna. L’artigiano ha messo subito a disposizione la sua esperienza e abilità tecnica per eliminare le tracce dei colpi subito nel tragico impatto e per rifare il serbatoio. «Per poi scoprire in fase di consegna dei pezzi» fa sapere Gardan «che aveva lavorato sulla sua vecchia moto». Quella che anni prima aveva venduto e Davide Magnanini acquistato.
Motor Bike Expo
Storie di vita, di motociclisti e di passione. «Intrecciate e unite in un’unica causa, come i cuori e le mani che abbiamo deciso di usare come simbolo dell’iniziativa» conclude Gardan a nome di tutti gli amici motociclisti «Un filo rosso ci ha guidato in questa esperienza, la fratellanza dei biker, che esiste e abbiamo dimostrato essere forte, tanto da fare cose impossibili. Vogliamo ringraziare anche la direzione del Motor Bike Expo, in special modo Paola Somma, che ci ha supportato. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno sostenuto e continueranno a farlo».
Anche dal mondo del basket sono arrivate testimonianze di affetto a Federico e Simone. Il saluto di Marco Belinelli, uno dei più grandi cestisti italiani che ha giocato anche in Nba, e quello di Giovanni De Nicolao, playmaker della Reyer che ha voluto testimoniare la sua vicinanza e invitato i due giovani a una partita di campionato o Eurocup al Taliercio . —
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