La Rsu della Fenice: «Le parole di Venezi? No comment». La direttrice d’orchestra a Pisa: «Teatro in mano ai sindacati»

La rappresentanza sindacale unita del teatro veneziano sceglie di non commentare: «Le sue affermazioni non sono volte alla risoluzione del problema»

Camilla Gargioni
Beatrice Venezi a Pisa
Beatrice Venezi a Pisa

«La Rsu ritiene di non commentare le dichiarazioni della Maestra Venezi. Le sue affermazioni non sono volte alla risoluzione del problema».Una replica telegrafica arriva dalle file della rappresentanza sindacale unita della Fenice, dopo le dichiarazioni della direttrice d’orchestra Beatrice Venezi di martedì 20 gennaio a Pisa. «La partita finisce quando l’arbitro fischia», aveva detto Venezi, scegliendo una citazione dal mondo del calcio. Ma chi è davvero l’arbitro dell’affaire Venezi?

Le dichiarazioni a Pisa

Dopo quasi cinque mesi di silenzi, Beatrice Venezi è tornata in Italia – questo fine settimana dirige la Carmen a Pisa, il prossimo sarà a Trieste – e ha parlato per la prima volta della sua nomina a direttrice musicale della Fenice dal prossimo ottobre. Non si tira indietro, anzi: prende in mano le redini, partono le stoccate. «Sono talmente raccomandata in Italia che lavoro praticamente solo all’estero», afferma Venezi, in gessato morbido e sneakers casual, ringraziando il Verdi di Pisa per l’opportunità di suonare «a due passi da casa» (lei è di Lucca).

Le stoccate

Prima temporeggia, dicendo che si sta concentrando su un’altra repubblica marinara: «Quali fraintendimenti? Non ho ancora messo piede a Venezia. Non ho parlato di questo finora e sto aspettando il momento giusto per farlo, ma non è ancora quel momento. Ci sono tanti elementi di cui parlare che ancora non sono entrati nella narrazione di questa vicenda che sarà sicuramente da analizzare e sviluppare, però a tempo debito». Poi scattano le stilettate, dritte alla protesta che le maestranze portano avanti da settembre scorso tra manifestazioni, lo sciopero con concerto all’aperto, volantinaggi.

La distribuzione delle spillette al Concerto di Capodanno
La distribuzione delle spillette al Concerto di Capodanno

«Quello che avrei potuto commentare è il danno di immagine che il teatro La Fenice ha ricevuto a livello internazionale, perché quello che è mancato finora nella narrazione è ciò che si dice all’estero, dove ci si chiede perché una fondazione finanziata con fondi pubblici dallo Stato sia sostanzialmente gestita dai sindacati». Parole come pietre, che sembrano includere nei cahiers de doléances della questione anche lo stesso sovrintendente della Fenice Nicola Colabianchi, che ha nominato Venezi bypassando la prassi dell’incontro conoscitivo con l’orchestra. Venezi, infatti, parla di un teatro che si trova in un contesto, «mi si passi il termine, totalmente anarchico».

La stilettata sulle spillette

C’è spazio ancora per un’altra stilettata, stavolta sulle spillette indossate da coro e orchestra durante il concerto di Capodanno in segno di protesta silenziosa. «Avrei fatto spillette più stilizzate sinceramente, forse uno Swarovski», afferma. E conclude: «Ero impegnata per lavoro dall’altra parte del mondo e non ho seguito molto le polemiche. Ora mi limito a una battuta calcistica che faceva spesso l’allenatore Boskov: la partita è chiusa solo quando l’arbitro fischia». Intanto, in Laguna, proprio martedì 20 gennaio si sarebbe dovuto tenere il consiglio di indirizzo del teatro: è stato spostato al 27.

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