«Fenice unita o taglio i fondi»

Ultimatum di Cacciari: «Trovati i soldi, adesso basta liti»
Basta con le “baruffe” sindacali alle Fenice e con i tavoli separati di trattativa - Cgil da una parte e Cisl, Uil e Cisal dall’altra - o altrimenti il Comune, d’intesa con Regione e Provincia, è pronto a tagliare i finanziamenti alla fondazione lirica, indispensabili alla sua sopravvivenza. E’ un vero e proprio ultimatum - dopo le tensioni degli ultimi mesi - quello che il sindaco Massimo Cacciari, presidente della fondazione lirica ha lanciato a tutto il teatro. L’occasione era quella della presentazione della nuova stagione lirica e sinfonica della Fenice - con il sovrintendente Giampaolo Vianello e il direttore artistico Fortunato Ortombina - e Cacciari ha lanciato il suo “avviso ai naviganti“, sovrintendente compreso, proprio nel momento in cui la situazione economica della Fenice sembra volgere al meglio, con un bilancio 2006 chiuso con un passivo - fortemente ridotto rispetto all’anno precedente - di 950 mila euro e il 2007 potrebbe regalare, se non il pareggio, un ulteriore miglioramento.


«Tutte le istituzioni, dalla Provincia alla Regione e al Comune - ha detto Cacciari - hanno condotto uno sforzo eccezionale e straordinario per permettere alla Fenice di proseguire la sua attività, il Comune in particolare con ulteriori stanziamenti per i nuovi uffici, che un restauro non particolarmente funzionale non aveva previsto nella sua sede. Questo sforzo continuerà, ma ad esso deve corrispondere anche quello, massimo, sforzo della direzione del teatro e delle maestranze perché la Fenice funzioni in modo perfetto. Lo sforzo delle istituzioni non può non trovare una perfetta corrispondenza da parte di tutti i livelli di questo teatro, pena il venir meno dell’appoggio istituzionale, e parlo anche a nome della Regione e della Provincia».


Il sindaco ha insistito: «Dal soprintendente al direttore artistico all’ultimo dipendente: tutti devono trovare un tavolo unitario. «Non incolpo nessuno, ma questa situazione non è più tollerabile. Non svolgerò più la funzione sindacale per la Fenice, non è mio compito, il sindaco non fa contrattazione sindacale, non la faccio per l’Actv e non intendo farla più alla Fenice, che deve funzionare, e bene. Il dovere lo devono fare altri qui dentro, altrimenti l’appoggio verrà meno: non c’è alcun motivo di ulteriore agitazione, le richieste sindacali sono state tutte approvate, mancano i dettagli. Bisogna tornare a un tavolo unitario di trattativa, e siglare un accordo conclusivo per il teatro».


Un invito rivolto soprattutto alla Cgil che - nonostante l’accordo siglato con la delegazione del Consiglio della Fenice, parallelo a quello sottoscritto dagli altri sindacati - non intende sedersi a trattare con gli altri e vuole essere riconosciuto come principale punto di riferimento per i dipendenti dell’ente. C’è poi, ancora aperta, la questione del rinnovo del contratto nazionale degli enti lirici - scaduto da tempo - in cui la forbice tra le richieste dei sindacati e la disponibilità degli enti è ampia, come ha ricordato anche ieri Vianello. «Se la Fenice dimostrerà di cogliere il mio invito - ha detto a questo proposito Cacciari - il sottoscritto sarà al suo fianco, come sempre, perché, presso lo Stato, anche questo problema trovi positiva risoluzione». L’ultimatum di Cacciari “scavalca”, in un certo senso, direzione e sindacati e arriva ai dipendenti: il sostegno a un nuovo braccio di ferro interno, rischierebbe di penalizzare tutti quanti, “sindacalizzati” o meno.

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