Dolomiti Superski: a Natale record di sciatori e pochissima neve, ecco il resoconto

Tra Natale e Capodanno le Dolomiti hanno registrato fino a 160 mila sciatori al giorno e oltre 250 mila discese quotidiane. Il Dolomiti Superski segnala aumenti fino al 20% in alcune località del Bellunese, tra cui San Pellegrino e Falcade

Francesco Dal Mas
Dolomiti Superski: record di sciatori nonostante la scarsità di neve, boom in Bellunese
Dolomiti Superski: record di sciatori nonostante la scarsità di neve, boom in Bellunese

Record di sciatori in queste vacanze, nonostante la scarsità di neve. Tra i 150 e i 160 mila di media, ogni giorno, nei dodici comprensori del Dolomiti Superski, di cui oltre 20 mila sulle piste del Bellunese (tra villeggianti e pendolari).

Con un aumento dei passaggi che nelle quattro skiarea in provincia hanno registrato intorno alle 250 mila discese quotidiane. Ma ci sono stati giorni in cui le presenze in pista sono schizzate oltre quota 200 mila in ambito consortile e 30 mila ai piedi delle Dolomiti bellunesi.

Tempo di resoconti 

«Il bilancio definitivo lo tireremo nei prossimi giorni», anticipa Marco Pappalardo, direttore di Dolomiti Superski, «ma possiamo anticipare che siamo soddisfatti. Si pensi soltanto che l’aumento degli americani è stato percentualmente a due cifre e consistente è stato pure quello degli italiani».

Marco Grigoletto – presidente dell’associazione Anef che raggruppa le società di gestione degli impianti del Veneto – ritiene che l’incremento di sciatori rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso possa aggirarsi tra il 5 ed il 10%, «anzi», precisa, «più vicino alle due cifre».

La media dell’intero hub è percentualmente inferiore, ammette Pappalardo, più vicina al 5% stando alle prime statistiche, ma è comunque rassicurante. Poi, in verità, ci sono territori che registrano addirittura un 20% in più, come San Pellegrino e Falcade. «Possiamo ben dire che questo territorio è tra i più performanti di tutto il Consorzio», riconosce Pappalardo, «e grazie agli investimenti realizzati si sta garantendo un futuro di rilancio».

La conferma arriva anche dagli albergatori e dai ristoratori. «In effetti in Valle del Biois non si sono mai viste tante presenze», afferma Antonella Schena, presidente di PromoFalcade. «Con crescenti incrementi nella ristorazione. Per quanto riguarda alberghi e ricettività esterna abbiamo fatto il pieno come l’anno scorso; non possiamo registrare aumenti semplicemente perché questa è la ricettività. In pista, invece, non ci sono limiti».

Il pienone continuerà con i turisti del Natale ortodosso e le prenotazioni sono ottimali anche per le settimane bianche, sottolinea ancora Schena. Ma nel resto della provincia? «Ci lamentiamo, forse, della neve insufficiente, che non garantisce l’effetto-cartolina, ma», evidenzia il presidente di Federalberghi, Walter De Cassan, «le coperture sono state sui livelli dell’anno scorso, intorno al 90% come media, in tanti casi vicini al sold out».

De Cassan è sempre prudente nei bilanci. E infatti aggiunge: «In verità abbiamo registrato un incremento sia di arrivi che di presenze, anche perché graziati dai numerosi ponti. Ma per i bilanci definitivi dobbiamo aspettare ancora qualche giorno».

Le presenze

Nel dicembre 2024 le presenze sulle Dolomiti sono state 260 mila, di cui 145 mila negli alberghi, quindi quest’anno potrebbe salire complessivamente a oltre 270 mila. «Dicembre scorso si è confermato, come da sempre, un mese strategico per Cortina, popolato soprattutto di habitué e connazionali, ma anche di stranieri desiderosi di trascorrere qualche giorno di relax immersi nella magia dei paesaggi dolomitici», rileva Sandra Ruatti, presidente dell’associazione Albergatori di Cortina. «Il richiamo dell’imminente evento olimpico ha fatto il resto e così anche stavolta abbiamo chiuso l’anno in bellezza. Capodanno soprattutto ci ha riservato grandi soddisfazioni confermandosi una delle ricorrenze più apprezzate».

Roberto Pais Bianco, albergatore di Auronzo, ma anche assessore al turismo, conferma che «la Val d’Ansiei si è riempita di turisti, non solo sciatori, provenienti da ogni parte del mondo, curiosamente anche brasiliani e sudamericani».

«Se una lezione dobbiamo ricavare da questo periodo, segnato pesantemente sul piano climatico, è che dobbiamo ripensare l’attrattività dello sci, quanto meno attrezzandoci», insiste, «per la programmazione della neve».

Auronzo è una delle stazioni, infatti, che ha maggiormente risentito della carenza di neve naturale. Monte Agudo ha aperto solo in questi giorni.

Ma un’analoga riflessione va fatta anche per il Comelico. Ammette il sindaco di Santo Stefano, Alfredo Comis: «Il nostro bilancio turistico è da considerarsi positivo, nonostante le vicissitudini della galleria, però le potenzialità sarebbero maggiori». 

 

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