Corteo per ricordare Gobbato: «Per Giacomo, per noi, per tutt3, riprendiamoci la città»

Ucciso da un balordo, “Jack” ricordato in un presidio del Centro sociale Rivolta: «Oggi Mestre deve fermarsi e riflettere»

Francesco Furlan

“Porteremo avanti le battaglie di Jack per gli ultimi”
“Per Giacomo, per noi, per tutt3, riprendiamoci la città”. Una grande striscione colorato ha accompagnato oggi pomeriggio il presidio organizzato dal Centro sociale Rivolta per ricordare l’amico Jack, Giacomo Gobbato, l’attivista di 26 anni morto venerdì accoltellato a Mestre, in Corso del Popolo, il luogo scelto per il presidio. Gli attivisti del Rivolta, consiglieri comunali, rappresentanti dei comitati cittadini, abitanti di Corso del Popolo: oltre 400 persone per ricordare il ragazzo e il suo gesto eroico.


Al presidio anche Sebastiano Bergamaschi, l’amico che venerdì sera era con lui e ha rimediato una coltellata alla gamba, i genitori e il fratello del ragazzo ucciso, accolti dall’abbraccio di chi ha deciso di portare la propria testimonianza, davanti al liceo artistico. Canzoni, slogan, lacrime e fumogeni. Il senso del presidio lo ha dato Michele Valentini, portavoce del Rivolta, intervenendo al microfono.

“Stiamo in mezzo alla strada oggi Mestre deve fermarsi e riflettere, e se si blocca per un ora lo shopping del sabato sera chi se ne frega”, ha esordito Valentini, “Faccio fatica a parlare, è difficile trovare le parole, ci sarà tempo per dire delle cose, ma oggi è il giorno del ricordo di un nostro fratello, di un nostro compagno e di un nostro concittadino: affrontavamo insieme le nostre battaglie, era sempre in prima fila per il bene comune, la qualità della vita, il blocco dell’inceneritore, le stesse battaglie che ci hanno portato a sfilare in 5 mila qui a Mestre, per chiedere Servizi sociali che pensino agli ultimi”.


“Il messaggio che vogliamo portare con forza, gioia è ironia con altruismo e generosità, la stessa che Jack ha dimostrato ieri sera, è che tutti insieme porteremo avanti le battaglie di jack, di chi vede qualcuno in difficoltà e lo aiuta, non lo filma con telefoni. C’è rabbia, tristezza e gioia per ricordarlo”, ha aggiunto a nome di tutto il centro sociale Rivolta, “serve una risposta forte e chiara: non devono succedere mai più cose così, dobbiamo aiutare gli ultimi e gli abbandonati a loro stessi, facciamo per Jack”.

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