Questo è il Caffè Pedrocchi che vogliamo? Diteci la vostra
Il luogo simbolo di Padova sta cambiando. Per questo abbiamo deciso chiedere alla comunità – la vera proprietaria del locale - opinioni, suggerimenti e ricordi sul presente e futuro del luogo simbolo della città

Vetrine con creme e maglioni, televisori, mobili Ikea. Il Caffè Pedrocchi è diventato un bazar. Il monumento civile di Padova si è trasformato in uno spazio che ribolle di oggetti dozzinali e arredi poco rispettosi della storia del locale, simbolo ottocentesco europeo. Una scarsa cura che, a nostro avviso, tradisce le volontà di Domenico Cappellato Pedrocchi, erede del geniale fondatore Antonio: nel celebre testamento datata 10 giugno 1891 lasciava lo Stabilimento «ai concittadini, rappresentati dal Comune, con l’obbligo solenne di «conservarlo come trovasi attualmente». Non un lascito all’ente in sé, ma alla città intera. Alla comunità.
CASO PEDROCCHI, PER APPROFONDIRE
L’attuale gestione sta rispettando questo “patto”? Lo stato del Caffè Pedrocchi è degno della sua storia e del suo status di vessillo della città del Santo, in Italia e in Europa?
Abbiamo deciso di chiederlo a voi padovani (ma non solo), veri proprietari del locale. Compilando il form che trovate qui sotto, lasciandoci il vostro nome potrete esprimere le vostre opinioni, suggerire soluzioni e condividere ricordi. Pubblicheremo le vostre risposte così da capire, per davvero, cosa ne pensi davvero la città di Padova del suo luogo simbolo.
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