Beatrice Venezi in laguna, nessun commento dopo la lectio alla Giudecca: esce scortata dalla polizia
La direttrice d’orchestra evita le domande su nomina e proteste dell’orchestra. Mazzi: «Incarna il nostro progetto». Brugnaro: «C’è anche del nonnismo, ora abbassare i toni»

Nessun commento sul caso che la riguarda, sulle proteste dell’orchestra della Fenice, sulla sua nomina. Dopo la lectio magistralis con le “farfalle” della Giudecca sul Va’ Pensiero di Verdi, a cui hanno preso parte anche il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, il sottosegretario al ministero della cultura Gianmarco Mazzi e il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco, la direttrice d’orchestra Beatrice Venezi è uscita e salita in taxi scortata dagli agenti della polizia penitenziaria.
Nessun commento, nessuna dichiarazione sulla sua nomina a direttrice musicale alla Fenice da settembre di quest’anno. Restano le parole del sottosegretario Mazzi, che ha sottolineato come Venezi «incarni il nostro progetto», ovvero quello di avvicinare il mondo della lirica ai giovani.
Il sindaco Luigi Brugnaro, invece, torna sulla vicenda: «L’acconto del welfare? Lo daremo a metà febbraio». E poi, aggiunge: «Secondo me c’è anche del nonnismo, dobbiamo andare oltre il pensiero unico». Il sindaco guarda di nuovo alle maestranze, sottolineando che vorrebbe parlare anche con loro singolarmente, e trovare una via d’uscita. «Le i
dee le ho, ma prima devono abbassarsi i toni». L’iniziativa é nata dalla direttrice del carcere femminile, Maurizia Campobasso. «Noi? Abbiamo solo dato il contatto», afferma Buttafuoco, che in mattinata è arrivato insieme a Venezi in taxi alla Giudecca.
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