Angelika Hutter ancora in condizioni molto gravi: probabile il gesto volontario
La donna che causò la strage di Santo Stefano è in condizioni stazionarie. La prognosi è ancora riservata ma la 34enne tedesca dovrebbe cavarsela

Stazionaria, sempre grave. Nell’ultimo bollettino medico dell’ospedale Borgo Trento di Verona, Angelika Hutter risulta sempre in prognosi riservata, nel reparto di Terapia intensiva neurochirugica. Ma il fatto che la 34enne tedesca della strage di Santo Stefano di Cadore abbia superato le prime 48 ore dopo l’incidente di domenica pomeriggio, a Ronco all’Adige, fa pensare che se la caverà.
Nel frattempo, la Polizia locale di Legnago ha ultimato i rilievi di legge sulla strada provinciale 19 e, nel fascicolo per lesioni stradali aperto dalla Procura della Repubblica di Verona, si fa largo l’ipotesi del tentato suicidio. Hutter non avrebbe lasciato bigliettini, ma il fatto che sia scappata dalla Casa don Girelli, pur essendo in libertà vigilata, lascia grande spazio a questa possibilità.
C’è un 77enne veronese iscritto nel registro degli indagati, cioè il conducente della Volvo XC60, ma procedeva talmente piano che avrebbe causato danni limitati al pedone, in condizioni normali. Per essere stata ricoverata in ambiente intensivo neurochirurgico, deve aver sofferto un trauma cranico di una certa rilevanza.
Ci può essere stato un primo impatto con il parabrezza del suv, ma è quello con l’asfalto di Ronco all’Adige che c’è stato il colpo più pesante. Insomma, non si esclude per nulla che Hutter si sia buttata sotto le ruote, in una zona in cui non ci sono attraversamenti pedonali.
Il manager dell’Associazione don Girelli, Giuseppe Ferro ha dichiarato che non aveva dato segni in questa direzione, aggiungendo però che domenica pomeriggio ha eluso la sorveglianza ed è fuggita. Non avrebbe potuto uscire dalla struttura se non accompagnata da qualche operatore e anche su questo aspetto qualche approfondimento ci sarà senz’altro.
Chi avrebbe dovuto vigilare, evidentemente non l’ha fatto a sufficienza, perché non è immaginabile in una struttura psichiatrica, che ospita persone con problemi rilevanti e reduci da condanne penali, si possa scappare con tutta questa facilità.
Hutter ha patteggiato quatro anni e otto mesi per il triplice omicidio di Marco e Mattia Antoniello e Maria Grazia Zuin, i tre turisti veneziani di Favaro Veneto che il 6 luglio di due anni fa stavano camminando in fila indiana sul marciapiede di via Udine, a Santo Stefano di Cadore, quando sono stati travolti dalla sua Audi A3, lanciata a 90 chilometri orari, dove il limite è 50.
Hutter si è vista riconoscere il vizio parziale di mente, per questo motivo ha potuto concordare una pena contenuta, che le è stata offerta dal sostituto procuratore bellunese Simone Marcon.
Una volta lasciato il carcere veneziano della Giudecca, è stata ricoverata a Ronco all’Adige e ha un amministratore di sostegno in un avvocato del foro veronese.
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