Alluvione, il giorno della rabbia
Cacciari: «Colpa del clima che cambia». Fischiato a Malcontenta

MESTRE.
Il giorno dopo il nubifragio che ha mandato a mollo la città si è continuato a lavorare senza tregua per liberare dall'acqua magazzini e scantinati. La situazione più critica resta quella di Malcontenta. E proprio qui, dove ha effettuato un sopralluogo, ieri mattina il sindaco Massimo Cacciari è stato duramente contestato dai residenti, costretti ad abbandonare le loro case per la notte.
Cacciari attacca.
Nel pomeriggio, però, dopo un tavolo tecnico con il comandante dei vigili del fuoco Fabio Dattilo, il prefetto Guido Nardone, gli assessori Sandro Simionato e Lieta Smajato, i direttori del Consorzio di bonifica Dese Sile e Sinistra Medio-Brenta Lorenzo Del Rizzo e Alvise Carretta il sindaco ha respinto al mittente ogni critica su ritardi e inefficienza di intervento. «Non c'è stato nessun ritardo, nessun mancato allarme, tutti erano al loro posto quando dovevano esserci - precisa il sindaco - Ma si è trattato di una precipitazione che non ha riscontro in nessuna delle statistiche più recenti». Eppure, statistiche a parte, è successo. Due volte nell'arco di poco più di un anno.
Commissario.
«Dobbiamo fare i conti con un mutamento climatico che non possiamo ignorare - sottolinea il sindaco - Per far fronte alle necessità servirebbero interventi strutturali che richiedono ingentissime risorse e ci impegnerebbero per moltissimi anni». Qualcosa, però, bisogna fare. Subito. Sveltire certe pratiche, ad esempio. Sbloccare certi fondi. Di qui la proposta della nomina di un commissario straordinario, dotato di poteri di coordinamento tra enti e «accelerazione» di certe procedure. La richiesta di Cacciari viene appoggiata dall'assessore regionale all'ambiente Giancarlo Conta e dall'assessore provinciale alla Protezione civile Lieta Smajato. E accolta nel pomeriggio dal sottosegretario Ettore Rosato. «Quella di nominare un commissario straordinario che permetta di intervenire con prontezza e superare certe pastoie burocratiche in un territorio delicato e complesso come Venezia mi sembra un'opportunità e una necessità che sosterrà di fronte al governo» assicura Rosato. Dalle parole ai fatti. Martedì prossimo è stata convocata una riunione tecnica dal prefetto per decidere la strutturazione formale dell'incarico.
Emergenze da affrontare.
Il neoincaricato commissario potrebbe, ad esempio, accelerare le richieste del Consorzio Dese Sile. «Gli 8 impianti idrovori hanno funzionato tempestivamente - nota il presidente Paolo Dalla Vecchia - ma si sono sono dimostrate inadeguate». Dal 1994 il Dese Sile ha ripetutamente sollecitato l'adeguamento degli impianti. Senza mai ricevere risposta. Problemi condivisi con il Sinistra Medio Brenta. Un paio di progetti per la ricalibratura di canali e l'eliminazione di strozzature sono approvati e finanziati dal 1999. «Ma i lavori devono ancora partire» lamenta il direttore Alvise Carretta. C'è il problema dello smaltimento dei fanghi: si attende un nulla osta che non arriva. Ci penserà il commissario?
Stato di calamità.
Tocca proprio a Rosato farsi portavoce del responsabile nazionale della protezione civile Guido Bertolaso e annunciare la conferma della dichiarazione dello stato di calamità per Venezia. Necessaria alla successiva richiesta allo Stato di fondi per provvedere ai risarcimenti dei danni, ancora da quantificare.
Il meteo.
Precipitazioni sono previste dall'Arpav anche per il pomeriggio di oggi. Poi un weekend tranquillo. Intanto l'Enel ha riparato i guasti: 150 gli interventi sulla rete di bassa tensione,200 contatori riparati.
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