Venezia, l’estrema destra si ritrova a San Servolo: scoppia la polemica

Polemica per il convegno della Sovreignity Foundation. Il presidente è l’europarlamentare tedesco Sell dell’Afd.Tra gli ospiti anche Gasperini, l’ideologo di Vannacci

Maria Ducoli
L'isola di San Servolo, location del convegno
L'isola di San Servolo, location del convegno

I sovranisti di tutt’Europa si ritrovano a Venezia per tre giorni di convegno sull’isola di San Servolo. E immediatamente scoppia il caso. L’opposizione insorge, chiede conto al sindaco che, però, non rilascia alcuna dichiarazione. Lo fa invece San Servolo Servizi, la società in house controllata dalla Città Metropolitana che gestisce l’isola: rimanda al mittente le accuse.

Il convegno

Il caso al centro delle polemiche è il “Venice Sympusium”, dedicato alla sovranità culturale, organizzato dalla Sovreignity Foundation, la fondazione del partito europeo “Europa delle nazioni sovrane” (Esn), di cui fa parte anche Futuro nazionale, il partito del generale Roberto Vannacci. Il convegno, che si terrà dal 29 ottobre al 1° novembre, il  è su invito, con una tariffa di partecipazione di 300 euro. Del programma sono state diffuse pochissime informazioni. Si sa solo che, convegno a parte, è prevista una visita alla Biennale.

Sul sito, uno spazio è stato dedicato anche al “caso italiano”: «L’Italia», si legge, «è attualmente l’unico grande Paese europeo in cui una politica culturale conservatrice costituisce una prassi di governo, anziché essere oggetto di dibattito. Il confronto con le istituzioni culturali italiane e con i responsabili delle politiche culturali porta all’interno del programma l’esperienza concreta di questa prassi».

Gli ospiti

Degli ospiti sono state pubblicate quattordici foto: un mosaico tutto maschile. C’è l’eurodeputato Alexander Sell dell’Afd, il partito nazionalista tedesco, presidente della Sovereignty Foundation, organizzazione impegnata nel dibattito politico europeo sulla sovranità nazionale. Ci sono Ronald Gläser e Marc Jongen, esponenti dell’Afd, il primo deputato al Bundestag e il secondo europarlamentare. Tra gli ospiti compaiono anche Mihail Neamțu, deputato rumeno eletto con Aur, partito nazional-conservatore, e Thierry Baudet, fondatore e leader di Forum for Democracy (FvD), partito olandese euroscettico e nazional-conservatore. Tra gli italiani, Lorenzo Gasperini: cattolico tradizionalista, no vax ed euroscettico è l’ideologo di Futuro Nazionale. C’è poi il filosofo statunitense Nathan Cofnas che si definisce “realista razziale” e lo spagnolo Miguel Ángel Quintana Paz, intellettuale di riferimento di Vox, partito di estrema destra spagnolo.

Il Pd all’attacco

La capogruppo dei dem in consiglio comunale (e storica all’Università di Padova) Giulia Albanese va dritta al punto: «Venezia non può diventare la capitale europea della destra neofascista». Elenco dei partecipanti al convegno alla mano, Albanese fa presente che «Nell'anniversario della Marcia su Roma la città ospiterà a San Servolo un incontro internazionale delle destre sovraniste con un programma vago e opaco sui temi della sovranità culturale. Il gruppo Pd interroga preoccupato il sindaco e la giunta su chi abbia autorizzato questo convegno e chi lo ha favorito a livello locale. Ricordiamo che Venezia è una città aperta, antifascista e pluralista».

Insieme a lei interviene anche la consigliera regionale dem  Monica Sambo che definisce «vergognoso e inaccettabile che una struttura di proprietà pubblica della Città metropolitana di Venezia venga utilizzata per ospitare un convegno con esponenti dell’estrema destra europea». A sua volta, Sambo punta il dito contro il sindaco Simone Venturini: «Deve chiarire immediatamente se fosse a conoscenza della natura dell’iniziativa e delle posizioni politiche dei suoi protagonisti».

«Non chiediamo censure preventive», aggiunge l’ex consigliere comunale Giovanni Andrea Martini (Tutta la città insieme), «né mettiamo in discussione il diritto di riunione e di espressione. Chiediamo trasparenza, responsabilità pubblica e una discussione aperta sulle implicazioni politiche e culturali di un appuntamento di questa natura».

La Città Metropolitana

Alle richieste di spiegazioni, però, il sindaco Venturini preferisce non intervenire. Lo fa invece il direttore generale della San Servolo Servizi, Fulvio Landillo. Che rimanda le accuse al mittente, rifiutando qualsiasi strumentalizzazione politica della vicenda. «La richiesta di prenotazione della sala per il convegno è giunta all’ufficio eventi della San Servolo Servizi il luglio scorso, attraverso la procedura standard via email a firma di un europarlamentare tedesco. Il contratto, con le procedure che vengono adottate per qualunque cliente, è stato siglato a settembre 2026 con il titolo del convegno “The Venice Symposium”. Le tariffe applicate dalla San Servolo Servizi, sia per quanto riguarda le camere, sia per quanto riguarda le sale e il catering, sono tariffe a prezzo pieno», spiega, «Su questa vicenda, essendo stata gestita come mera erogazione di servizi, non è stato coinvolto in alcun modo il socio unico Città metropolitana di Venezia. Si rifiuta, pertanto, alcuna strumentalizzazione della vicenda, riservandosi di agire a tutela del buon nome e della reputazione della struttura».

 

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