La Regione Veneto stanzia 100 mila euro per i campi scuola come antidoto all’uso dei social

La campagna di Stefani contro la dipendenza dal cellulare: arrivano contributi per vacanze all’insegna della «vita reale»

Federico Murzio
Veneto, 100mila euro per campus estivi senza smartphone: l’idea di Stefani
Veneto, 100mila euro per campus estivi senza smartphone: l’idea di Stefani

Dalla “realtà” dei social alla realtà tout court. Tra i rivoli del bilancio spunta un fiumiciattolo di 100 mila euro «per finanziare campus estivi per giovani». Lasciando possibilmente riposare lo smartphone a casa.

Fermo restando che lasciare il telefono a casa potrebbe essere un problema soprattutto per i genitori, che resterebbero qualche giorno senza accontentare in tutto e per tutto i loro “figlioli”, l’iniziativa della Regione segue a stretto giro l’uscita di qualche giorno fa del presidente Alberto Stefani. «L’ultimo disegno di legge che ho firmato da componente della Camera prevede lo stop all’utilizzo dei social network per i minori di 14 anni - ha ricordato lunedì il presidente della Regione dopo i fattacci di Bergamo-. A quell’età i giovani hanno bisogno di esperienze vere e incontri reali, non di finzione. E, soprattutto, devono essere tutelati dal rischio di emulazioni e dall’esposizione a contenuti violenti che possono influenzarli e spingerli a commettere reati nel mondo reale». Un paio di giorni dopo, a Palazzo Ferro Fini, l’emendamento per i campus estivi.

«L’idea - argomenta il governatore - è creare percorsi di impegno sociale che aiutino i ragazzi a mettersi alla prova, scoprire le proprie capacità e sentirsi parte di qualcosa di più grande, ad esempio nei gruppi della nostra Protezione civile». Quindi «può essere un’occasione di crescita personale e di responsabilità, fuori dai social, nella vita vera».

Veneto, proposta di legge per vietare i social agli under 14: l’intervista a Stefani
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Come si può tradurre dunque, “vita vera”? L’interpretazione più semplice e più accreditata parla di qualche giorno trascorso insieme con i volontari di qualche associazione, di qualche giorno passato magari all’aria aperta in un campeggio, in mare o in montagna, tanto per scoprire che il latte non si materealizza magicamente nel frigorifero, per esempio.

Il fulcro del problema alla genesi dell’iniziativa di Stefani è la degenerazione dei social network, il cui punto più pericoloso (non da oggi) si traduce nell’incapacità di distinguere ciò che è reale (nella più ampia accezione del termine) da ciò che non lo è. Portando, come noto, un ampio spettro di disagi.

E visto che i giovani e giovanissimi accedono e “vivono” nei social quasi esclusivamente tramite lo smartphone, l’unico modo per “congelare” i social per qualche giorno è congelare i telefonini (termine, quest’ultimo, rimasto ormai patrimonio di boomer e Generazione X). «Contro una vita troppo legata ai social network, vogliamo creare momenti di condivisione, occasioni per stare insieme attraverso le associazioni locali, la protezione civile, gli alpini. Realtà che da sempre rappresentano un presidio educativo fondamentale» le parole di Stefani.

In attesa di conoscere le modalità di accesso al fondo, Stefani sottolinea la logica alle spalle dell’iniziativa. Spiega: «Non basta dire ai ragazzi cosa non devono fare. Vietare non serve, se non c’è un cambiamento culturale dietro, che costruisca opportunità. Dobbiamo perciò offrire ai ragazzi vere esperienze che li mettano in relazione con gli altri e con il territorio. Saranno luoghi di crescita, sport, cultura e volontariato, un valore aggiunto per tutti, con l’idea di offrire a tutti l’opportunità di mettersi al servizio della società». —

 

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