Positiva al Thc dopo incidente, professoressa assolta perché «il fatto non sussiste»: rischiava due anni

La donna aveva avuto un malore al volante causato da un attacco epilettico: senza patente, ha dovuto lasciare il lavoro fisso a scuola. Era stato uno dei primi casi dopo l’introduzione del nuovo Codice della Strada

Alessandro Cesare
La protesta davanti al tribunale di Udine
La protesta davanti al tribunale di Udine

Si è chiuso con un colpo di scena immediato e clamoroso il processo a carico di Elena Tuniz, la professoressa friulana finita sul banco degli imputati a seguito dell'entrata in vigore del nuovo Codice della strada. Nella stessa mattinata di oggi, lunedì 6 luglio 2026, il giudice del tribunale di Udine ha pronunciato una sentenza di piena assoluzione nei confronti dell'ex insegnante: Elena Tuniz è stata assolta perché il fatto non sussiste.

La decisione cancella lo spettro di una condanna pesante: la donna rischiava infatti fino a due anni di reclusione e una sanzione pecuniaria capace di toccare i 12 mila euro. La pronuncia odierna rappresenta un precedente giurisprudenziale importantissimo per l'applicazione delle nuove e severissime norme stradali a livello nazionale.

Positiva al Thc dopo l'incidente, la prof assolta: "Ho dovuto rinunciare al tempo indeterminato"

Il malore e il paradosso del nuovo Codice della strada

L'intera vicenda giudiziaria era nata da un drammatico incidente stradale. La professoressa si trovava alla guida della propria vettura quando era stata colpita da un improvviso attacco epilettico che le aveva fatto perdere conoscenza e il controllo del mezzo. Accompagnata in ospedale, i successivi esami tossicologici di rito avevano evidenziato una positività al Thc (il principio attivo della cannabis).

In base alle maglie rigidissime della nuova legislazione stradale, la semplice presenza di tracce della sostanza biologica nell'organismo fa scattare in automatico il reato e il ritiro della patente, indipendentemente dal fatto che il conducente sia o meno sotto l'effetto di stupefacenti al momento di mettersi al volante. Nel caso della Tuniz, era evidente come la perdita del controllo del mezzo fosse imputabile esclusivamente alla crisi epilettica e non a uno stato di alterazione psicofisica, un dettaglio cruciale che ha spinto il giudice a decretare l'insussistenza del fatto reato.

Una vita stravolta: la perdita del lavoro e la battaglia legale

La sentenza di assoluzione mette fine a un incubo giudiziario, ma arriva dopo mesi di pesantissimi sacrifici personali e professionali per la donna. Il ritiro immediato e preventivo della patente le aveva infatti stravolto la quotidianità: trovandosi nell'impossibilità materiale di raggiungere in autonomia l'istituto scolastico in cui prestava servizio, la professoressa era stata costretta a lasciare il proprio posto di lavoro a tempo indeterminato, perdendo l'occupazione e la stabilità economica.

Questa mattina Elena Tuniz si è presentata in Aula visibilmente emozionata, assistita dal suo legale di fiducia, l'avvocato Raffaele Minieri, che è riuscito a dimostrare l'innocenza della sua assistita già nel corso della primissima udienza dibattimentale.

La protesta di "Meglio Legale" e il sostegno politico all'esterno del Tribunale

Il caso, diventato un simbolo delle critiche ai meccanismi punitivi del nuovo Codice della strada, ha richiamato una forte attenzione pubblica. In concomitanza con l'udienza, l'associazione "Meglio Legale" ha organizzato un presidio di solidarietà e di protesta proprio davanti all'ingresso del palazzo di giustizia udinese.

I manifestanti hanno contestato la norma attuale, giudicata cieca e slegata dalla reale verifica della capacità di guida, dal momento che la positività al Thc può persistere nei test biologici anche per settimane successive all'eventuale consumo. Al flash-mob di supporto a Elena Tuniz hanno preso parte attiva anche diversi esponenti della politica locale, tra i quali la consigliera regionale Giulia Massolino e i consiglieri comunali udinesi Andrea Di Lenardo e Chiara Gallo, che hanno accolto con grande soddisfazione la notizia del verdetto assolutorio.

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