Suicidio assistito di Martina Oppelli, depositata a Trieste l’autodenuncia di Cappato e altri tre attivisti

Oltre a Cappato ad accompagnare la triestina affetta da sclerosi multipla nel suo ultimo viaggio in Svizzera erano stati Claudio Stellari e Matteo D’Angelo, mentre Felicetta Maltese aveva fornito supporto logistico

Il gruppo che ha presentato l'autodenuncia in Questura (Lasorte)
Il gruppo che ha presentato l'autodenuncia in Questura (Lasorte)

A 8 mesi dalla morte in Svizzera della triestina Martina Oppelli, affetta da sclerosi multipla da oltre 20 anni, Marco Cappato e le altre tre persone che hanno aiutato la donna ad andare all’estero per ricorrere al suicidio assistito si sono autodenunciate questa mattina, 26 marzo, alla Questura di Trieste. 

Suicidio assistito attivisti si autodenunciano a Trieste per il caso Oppelli

Oltre a Cappato, rappresentante dell’associazione Soccorso Civile, ad accompagnare Oppelli nel suo ultimo viaggio sono stati Claudio Stellari e Matteo D’Angelo, mentre Felicetta Maltese ha fornito supporto logistico.

Per Cappato e altri attivisti l’autodenuncia negli anni ha rappresentato uno strumento per forzare il dibattito politico e giuridico sulla legalizzazione dell’eutanasia e del suicidio medicalmente assistito in Italia.

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A Trieste Cappato e gli attivisti di Soccorso civile coinvolti nel caso Oppelli sono affiancati dall’avvocata Filomena Gallo, segretaria dell’Associazione Luca Coscioni e legale di Martina Oppelli, che aveva deciso di andare in Svizzera dopo due anni di battaglie legali e tre dinieghi ricevuti da Asugi «nonostante la completa dipendenza dall’assistenza continuativa dei caregiver e da presidi medici (farmaci, catetere e macchina della tosse)», come rileva l’Associazione Luca Coscioni.

Secondo l’azienda sanitaria Oppelli però non era sottoposta ad alcun trattamento di sostegno vitale, uno dei quattro requisiti previsti dalla sentenza della Corte costituzionale sul caso Dj Fabo-Cappato per poter accedere alla morte volontaria assistita in Italia.

Martina Oppelli è morta: ha scelto il suicidio assistito in Svizzera
Martina Oppelli nel video registrato in Svizzera

Oltre alle diverse diffide e messa in mora nei confronti di Asugi, Martina Oppelli prima di andare in Svizzera aveva depositato una denuncia-querela nei confronti dell’Azienda sanitaria. Considerando anche gli anni precedenti, sono sei i procedimenti giudiziari in corso, come riferisce l’Associazione Luca Coscioni. Marco Cappato al momento, insieme agli iscritti al Soccorso civile, è indagato presso i tribunali delle quattro città dove sono già state presentate delle autodenunce.

 

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