Andavano in azienda durante i giorni di chiusura per rubare le stufe, poi le rivendevano su Internet: tre denunciati
A far scattare le indagini dei carabinieri è stata la denuncia del titolare dello stabilimento, in provincia di Vicenza. Parte del materiale rubato è stato rinvenuto nell’abitazione di un 51enne di Porcia, in provincia di Pordenone

Tre persone denunciate, oltre 60mila euro di refurtiva recuperata in un'operazione condotta dai carabinieri tra Vicentino e Pordenonese contro un traffico di stufe di pregio rubate.
L'indagine, avviata dai militari della stazione di Arsiero (Vicenza) con il supporto del Nucleo operativo e radiomobile di Schio e dei colleghi friulani, è partita dopo la denuncia del titolare di una nota azienda produttrice di stufe, insospettito da annunci online su un noto sito internet di compravendita con prodotti nuovi venduti a prezzi anomali.
Dopo accertamenti e pedinamenti, i carabinieri sono entrati in azione all'alba del 9 maggio - nel fine settimana, quando lo stabilimento è chiuso - sorprendendo un dipendente 50enne di Cogollo del Cengio e un 39enne di Thiene mentre caricavano stufe su un furgone all'interno dello stabilimento. Nel mezzo - bloccato dopo un breve inseguimento - sono state trovate sei stufe nuove ancora imballate. Le successive perquisizioni hanno permesso di recuperare altre cinque stufe, componenti elettroniche, pellet e documentazione utile a ricostruire il mercato parallelo.
Parallelamente, a Tramonti di Sotto (Pordenone), i militari dell'Arma hanno sequestrato altre otto stufe e 16 kit di riscaldamento nell'abitazione di un 51enne di Porcia, ritenuto il gestore degli annunci web.
I tre sono stati denunciati, a vario titolo, per furto e ricettazione.
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