Rovigo saluta Rossini: commiato in municipio e una statua per il gatto simbolo della città

Cerimonia ufficiale a Palazzo Nodari per Rossini, il gatto che per oltre dieci anni ha vissuto libero tra le vie del centro diventando un simbolo cittadino. Dopo l’incidente che lo ha ucciso in pieno centro, una statua in rame ne custodirà il ricordo

Nicola Cesaro
La statua di Rossini in municipio a Rovigo e il micio Rossini
La statua di Rossini in municipio a Rovigo e il micio Rossini

Non solo un momento di commiato in municipio, ma anche una statua dedicata, per mantenere sempre viva la memoria di un simbolo cittadino.

E’ un onore che mai si era visto per un animale – raramente pure per un essere umano – quello tributato martedì 17 febbraio a Palazzo Nodari di Rovigo, dove si è tenuto un addio ufficiale al gattone Rossini, da oltre un decennio la mascotte dal capoluogo polesano.

L’animale è stato investito e ucciso in pieno centro, gettando tanti concittadini nelle sconforto e alzando un velo di cordoglio anche dalle autorità.

Accanto al sindaco Valeria Cittadin, c’erano gli assessori Erika De Luca e Renato Campanile, il consigliere regionale Fabio Benetti e Alberto Cristini, noto artista rodigino, protagonista dell'omaggio scultoreo al micio rosso inaugurato nella tarda mattinata.

La statua in rame era infatti stata realizzata in precedenza, da parte dell'autore, in occasione della Giornata mondiale del gatto.

Ha spiegato la sindaca: «Oggi, dopo la scomparsa di Rossini, quel gesto assume un significato ancora più profondo. Non sarà solo una statua, ma un ricordo eterno dell'affetto che ha saputo dare e ricevere. Gatto Rossini resterà sempre nel cuore di tutti noi».

Molti i cittadini accorsi in municipio, comprese le persone che, negli anni, si sono alternate nella responsabilità e nella cura di Rossini. Sul tavolo delle autorità sono anche state raccolte anche alcune fotografie che hanno ripercorso la vita del gattone in città.

Con l’occasione è stato presentato anche il libro “Dal diario di un gatto tanto felice”, di Alessandro Muscarà, con illustrazioni Giada Giandoso. Un volume, come ha spiegato l’autore, che racconta le vicissitudini del gatto Tigro con riferimenti anche al gatto Rossini che per lui era un mito.

Parte del ricavato delle vendite sarà devoluto all’Associazione Immunodeficienze Primitive.

Poco prima della discesa all'ufficio turistico comunale (Iat), il luogo scelto, come ha spiegato la sindaca Cittadin «per permettere a tutti di vedere l'opera e ricordare Rossini in un luogo anche di accoglienza turistica a per chi vuole scoprire la città», hanno trovato spazio anche alcune poesie a lui dedicate lette dalla poetessa Nuccia Venuto.

Poi lo svelamento della scultura: «L'opera celebra non solo un gatto, ma il legame profondo che può nascere tra una comunità e un animale capace di diventare presenza rassicurante, simbolo di affetto e identità condivisa», ha commentato Cristini, spiegando la genesi dell'opera.

Rossini era arrivato in Italia dalla Bosnia nel 2013 quando aveva un anno, dichiarandosi da subito un’anima libera e scegliendo le vie del centro come propria casa. Era talmente noto che più di qualche media nazionale gli aveva dedicato un servizio, un video, una copertina.

L’incidente che ha spezzato il regno dell’elegante quanto affettuoso re del capoluogo polesano è avvenuto in pieno centro, poco prima delle 8, all’angolo della Farmacia Tre Mori, in via Celio.

Da istrione qual è, Rossini ha scelto una giornata particolare per questa beffa alla città che tanto l’amava: San Valentino, giorno in cui le vetrine del centro si colorano per celebrare l’affetto e l’amore.

Quelle stesse vetrine che, di fatto, per lui erano una seconda casa: era scontato, passeggiando per Corso del Popolo o piazza Vittorio Emanuele II, notarlo appisolato dietro ai riflessi del vetro di qualche negozio, tra un maglione e un paio di scarpe, ben accolto – se non servito e riverito – da commercianti e clienti.

Ma non solo, casa di Rossini erano pure le istituzioni: lo si poteva incontrare nelle aule di tribunale, pure durante processi delicati, o in municipio nel corso dei consigli comunali. Alle manifestazioni, poi, era come un sindaco aggiunto.

Il luogo in cui è stato investito, sin da sabato mattina, è diventato un vero e proprio altare del ricordo, tra foto, disegni, poesie e peluche dedicate al gatto più famoso della città.

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