Caso Resinovich, la Gip concede ai periti altri 90 giorni per gli accertamenti

I professionisti hanno il compito di cercare tracce di Dna, impronte, riferimenti merceologici sul cordino trovato sul collo di Liliana e su quello che teneva unite le chiavi

Laura Tonero
I periti Paolo Fattorini, Chiara Turchi e Eva Sacchi
I periti Paolo Fattorini, Chiara Turchi e Eva Sacchi

La giudice per le indagini preliminari Flavia Mangiante ha concesso ai periti Paolo Fattorini, Chiara Turchi e Eva Sacchi gli ulteriori 90 giorni richiesti dai tre professionisti per eseguire gli accertamenti di natura genetica, dattiloscopica e merceologica sui reperti del caso di Liliana Resinovich. La gip ha di conseguenza ha revocato l’udienza per l’esame dei periti fissata in precedenza per il 30 marzo, calendarizzandola per il 26 giugno prossimo.
Il collegio peritale dovrà dunque depositare i risultati entro l’8 giugno. Il quesito al quale i professionisti nella relazione che depositeranno dovranno dare una risposta si articola in 13 punti.

Mangiante ha chiesto loro di cercare tracce di Dna, impronte, riferimenti merceologici sul cordino trovato sul collo di Liliana e su quello che teneva unite le chiavi. Con una comparazione del taglio che quegli spaghi presentano alle estremità con le lame delle oltre 700 paia di forbici e coltelli sequestrate al marito della donna, Sebastiano Visintin, unico indagato per la morte della donna.

Solo eseguire questa comparazione, visto il numero dei coltelli, richiede molto tempo. Sotto la lente dei professionisti anche i sacchi trovati infilati sul corpo di Liliana, i suoi abiti e scarpe.

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