Tensioni Medio Oriente, l'ombra delle minacce iraniane su Aviano: allerta “Bravo plus” per la base Usaf

Le indiscrezioni del Financial Times riaccendono la paura. Livello di sicurezza rafforzato e coordinamento tra Prefettura e sindaci: «Massima attenzione ma no agli allarmismi»

Torna a surriscaldarsi il clima e a riaccendersi la tensione sulla base militare di Aviano, tra i principali e strategici punti d’appoggio della Us Air Force in Europa, al centro di una nuova minaccia di attacchi. Teheran avrebbe manifestato l’intenzione di colpire le basi statunitensi installate in Europa qualora Trump scegliesse di provocare un’escalation del conflitto.

L’intenzione degli iraniani di mettere sotto pressione gli Stati Uniti minacciando ritorsioni belliche su basi e installazioni in Paesi che sono peraltro fuori dal conflitto emerge da fonti vicine al regime iraniano. A rivelarlo è il Financial Times, che per primo ha riportato la notizia rimbalzata in Italia dove è stata ripresa dal Corriere della Sera.

La minaccia

Secondo quanto emergerebbe, l’Iran si starebbe preparando ad ampliare i propri obiettivi militari allargandosi all’Europa sudorientale nel caso in cui il presidente degli Stati Uniti d’America scelga di intensificare la guerra e mettere sotto attacco le infrastrutture del regime. Non si tratta di un rischio imminente, ma l’eventualità di un attacco ha riportato sotto i riflettori la base militare che si estende a pochi chilometri da Pordenone, nel comune di Aviano, spingendo le autorità locali a valutare se rafforzare ulteriormente le misure di sicurezza rispetto al livello attualmente in atto.

Sul fronte internazionale, alla presunta minaccia è seguita subito la reazione della Nato, che attraverso un funzionario ha affermato: «Come dimostrato all’inizio di quest’anno quando le difese aeree della Nato hanno intercettato con successo, in quattro occasioni distinte, missili balistici diretti in Turchia dall’Iran, la nostra capacità di deterrenza e difesa è solida ed efficace. La Nato è pronta ad affrontare qualsiasi minaccia e farà sempre tutto il necessario per difendere tutti gli alleati». Tuttavia la presenza a pochi chilometri da Pordenone della base aerea utilizzata dalla United States Air Force e la possibilità che Teheran la prenda di mira alzando il tiro riaccende la preoccupazione.

Il livello di protezione

Nel “perimetro” più sicuro di tutto il Friuli Venezia Giulia l’allerta al momento è invariata al livello “Bravo plus”. Si tratta di un livello di protezione e sicurezza rinforzata adottato dalle installazioni militari e dalle basi statunitensi in presenza di una minaccia terroristica o ostile prevedibile. Nel dettaglio, “plus” indica l’attivazione da parte dei comandanti di precauzioni e restrizioni extra di sicurezza (controlli più rigidi agli ingressi, limitazione dei servizi o monitoraggio intensificato).

Dalla base di Aviano riferiscono: «Siamo a conoscenza delle informazioni riportate e per motivi di sicurezza non discuteremo in merito alle specifiche misure di protezione delle forze. Le Forze aeree degli Stati Uniti in Europa restano vigili e pronte a mettere in atto le misure necessarie a garantire la sicurezza del personale militare statunitense, dei civili, contractors e delle loro famiglie presenti su tutto il teatro europeo. Valutiamo costantemente diversi fattori necessari a determinare quali misure istituire o modificare a protezione delle nostre installazioni, delle nostre comunità e famiglie».

Le misure

Il ruolo operativo della base di Aviano e il suo essere un obiettivo sensibile era stato oggetto di riflessione già a marzo scorso. Il timore non era tanto di un attacco missilistico iraniano (la gittata massima è di 2 mila chilometri e l’Italia è distante 3 mila 700) quanto l’azione di eventuali “schegge impazzite” sul territorio europeo, quindi ipotetiche azioni terroristiche o ritorsioni verso obiettivi americani o israeliani. Oggi per fronteggiare le nuove minacce alla sicurezza l’attenzione resta alta anche all’esterno della base.

Interpellata la Prefettura di Pordenone, dagli uffici di piazza del Popolo però non trapela nessun commento su eventuali rafforzamenti delle misure per il timore di una escalation della guerra. Al momento quel che è certo è che la base di Aviano è un’infrastruttura che gode della massima attenzione e che ogni volta che una minaccia arriva al perimetro esterno, e di conseguenza al territorio, si alza il livello di attenzione. Periodicamente, da almeno un paio di anni, si può contare sul supporto delle unità specializzate di carabinieri e polizia di Stato con le squadre operative di supporto dell’Arma (Sos) e le unità operative di primo intervento (Uopi) per situazioni critiche e scenari ad alto rischio.

Il sindaco di Aviano Paolo Tassan Zanin afferma: «Stiamo verificando le informazioni, naturalmente seguo l’evoluzione della tematica. Sicuramente se ci dovesse essere uno sviluppo, ci coordineremo immediatamente con le istituzioni competenti».

Sul punto è intervenuto anche il primo cittadino di Pordenone Alessandro Basso: «Comprendo che una notizia così possa generare preoccupazione tra i cittadini di un territorio come il nostro così vicino alla base di Aviano. Non spetta a me valutare scenari di politica internazionale, di competenza del Governo e delle autorità militari alleate. Da parte mia c’è massima fiducia nelle istituzioni preposte alla sicurezza, senza cedere ad allarmismi ma con sano pragmatismo».

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