Medicina tradizionale cinese, il dictat di Pechino
Ora la Cina intima alle proprie aziende di fornire prove di efficacia pena il ritiro dal mercato

A ogni congresso in Cina cui ho partecipato non è mai mancato uno stand che proponesse prodotti della Medicina Tradizionale Cinese (TCM). Più che curare direttamente i sintomi, l’obiettivo della TCM è quello di ripristinare l’equilibrio olistico dell’organismo e la sua armonia (Yin e Yang) per assicurare il flusso naturale dell’energia vitale (Qi). Una miriade di decotti, pillole e polveri basate su piante, minerali e parti animali si sono tramandate per millenni per la terapia del popolo, insieme all’agopuntura. Anche con una componente filosofica, incluse tecniche di meditazione derivate dal taoismo e dal confucianesimo.
Negli anni ’40 e ’50 la Cina era isolata e povera, con un accesso molto limitato alle medicine occidentali. I medici cinesi allora iniziarono a somministrare estratti concentrati delle medicine della TCM, prodotte per uso orale, anche per via endovenosa o intramuscolare. Durante la Rivoluzione Culturale degli anni ’60, il governo maoista propagandava la TCM come l’unica medicina efficace. Quando la Cina si aprì al mondo negli anni ’70, le pratiche e i prodotti della TCM iniziarono a diffondersi anche in occidente, fino a muovere un mercato da 3 miliardi di dollari nel 2016.
Tutti i governi cinesi hanno sempre sostenuto la TCM. Ora però la grande svolta: tre agenzie che controllano i farmaci in Cina hanno intimato alle aziende cinesi di fornire prove di efficacia dei prodotti di TCM che si somministrano per iniezione. Se non saranno in grado di farlo, i prodotti verranno ritirati dal mercato. Una svolta epocale: è molto improbabile che almeno due terzi di queste presunte medicine possano passare il vaglio della sperimentazione clinica imposta dalla medicina basata sull’evidenza di tipo occidentale.
Perché la Cina prende ora una posizione così drastica verso un’attività con radici millenarie? Forse è il benvenuto segno di volersi uniformare a standard globali di sicurezza ed efficacia, o forse è un’azione tesa a dare ancora più credibilità alle terapie della TCM basate su molecole farmacologicamente attive presenti nelle erbe medicinali. Di fatto, già molte iniziative cercano di capire quali siano i meccanismi della TCM. Al King’s College London, dove insegno e faccio ricerca, è operativo il King’s Centre for Integrative Chinese Medicine, che cerca di coniugare i prodotti della TCM con i farmaci occidentali. —
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