Il lavoro nelle discoteche e la movida degli anni Novanta, poi la malattia: addio a Vanilla Moro, aveva 55 anni
Originaria di Spilimbergo, viveva a San Quirino: in gioventù aveva collezionato locali in Friuli Venezia Giulia e in Veneto. Vasto cordoglio sui social, il commosso ricordo degli amici: «Uno spirito forte, ha combattuto in silenzio perché non voleva compassione»

Nonostante la malattia avesse indebolito la sua tempra, la bellezza è sempre rimasta la stessa, come la dolce empatia che contagiava tutti. Lei era così.
La scomparsa di Vanilla Moro, 55 anni, di San Quirino, è stata per i tanti che le volevano bene un fulmine a ciel sereno. Originaria di Spilimbergo, si era costruita un’ampia rete di conoscenze risalenti al periodo in cui, da giovane, aveva lavorato come barista nelle discoteche del Friuli Venezia Giulia e Veneto, fino al 2001.
Foto, commenti, ricordi e un condiviso cordoglio hanno subito invaso i social e, in particolare, un gruppo facebook dove si ritrovano i frequentatori della vita notturna degli anni ‘90.
Due anni e mezzo fa era stata colpita da una malattia, «con cui ha combattuto sempre in silenzio» racconta la sua migliore amica Alessandra Santarosa, tra le poche persone a cui aveva confidato la sua convivenza forzata con il male. «Era molto riservata perché non voleva compassione. Ci siamo vissute veramente tanto».

Vanilla, donna unica come il suo nome, si è spenta alla vigilia di Pasqua, lasciando un profondo dolore nel cuore del marito Tiziano. Il post social arrivato la domenica di Pasqua, con una sua foto, ha scatenato una pioggia di commenti commossi.
In passato la vita l’aveva già messa davanti a grandi sfide. Prima i tentativi di diventare mamma senza riuscire a coronare il suo sogno, poi la perdita della madre e di un fratello, stroncati anche loro da una malattia. «Negli ultimi anni era un po’ cambiata, ma è sempre stata uno spirito forte», continua l’amica Alessandra ritornando per un attimo al 1989. «Ci siamo conosciute l’estate di quell'anno a Lignano, dove avevamo lavorato in un negozio. Poi l’inverno del 1990 eravamo insieme al Viktoria di Vittorio Veneto».
È così che di anno in anno le due amiche hanno cominciato a girare i locali della riviera friulana e veneta d’estate, come lo Shany a Bibione, e nell’entroterra d’inverno, tra cui il Royal city. «Zia Vanilla, così la chiamavamo, ha continuato a lavorare in questo settore ancora un po’ anche quando io ho lasciato - continua Alessandra, che dell’amica evidenzia soprattutto la solarità e la spiccata empatia. Aveva il suo bel carattere, ma sorrideva a tutti. La ricordano come “la dolcissima”. Era bellissima, una calamita».
L’ultimo impegno nel mondo dei locali per Vanilla è stato al Papillon di Roveredo in Piano nel 2001, poi ha lasciato le discoteche e ha trovato lavoro come impiegata nella contabilità. «In questi ultimi due anni e mezzo ha lavorato fino a novembre, fino a quando ha potuto».
Mercoledì 8 aprile, alle 15 nella chiesa di San Quirino, saranno celebrati i funerali. Martedì sera, alle 19, la recita del rosario.
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