Maxi operazione dei carabinieri a Padova: recuperati gioielli rubati per oltre 1,6 milioni

Maxi sequestro del Nucleo Investigativo di Padova: recuperati 30 chili di preziosi per un valore di 1,65 milioni di euro. Pubblicate le foto online, già riconosciuti oltre 150 oggetti legati a 58 tra furti, rapine e truffe commessi in tutta Italia

Un lingotto d'oro recuperato e sequestrato dai carabinieri
Un lingotto d'oro recuperato e sequestrato dai carabinieri

Un tesoro nascosto, frutto di anni di furti, rapine e truffe in tutta Italia, è tornato lentamente nelle mani dei legittimi proprietari.

È il risultato dell’attività d’indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Padova, coordinata dalla Procura della Repubblica patavina.

L’inchiesta aveva portato, nel marzo 2025, a un maxi sequestro di oggetti preziosi ritenuti di provenienza delittuosa.

Il 13 marzo scorso, nell’ambito di una vasta operazione che ha visto impegnati oltre 350 militari tra Veneto, Rimini e Trento, i Carabinieri hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo disposto dal Gip del Tribunale di Padova nei confronti di due persone indagate per riciclaggio, oltre a 70 decreti di perquisizione nei confronti di altrettanti soggetti, accusati – in ipotesi – di ricettazione.

Durante le perquisizioni sono state sequestrate ingenti somme di denaro e consistenti quantitativi di oro e argento, trasformati in lingotti e verghe per ostacolarne la tracciabilità.

Oltre a questo, i militari hanno recuperato circa 30 chili di monili in oro, gioielli e preziosi, successivamente catalogati e stimati per un valore complessivo di circa 1 milione e 650 mila euro.

Secondo quanto emerso dagli approfondimenti investigativi, il materiale sarebbe provento di reati contro il patrimonio, in particolare furti in abitazione.

Per favorire il riconoscimento della refurtiva, nel settembre 2025 il Comando Provinciale dei Carabinieri di Padova ha pubblicato sul sito ufficiale dell’Arma le fotografie degli oggetti sequestrati. Un’iniziativa che ha avuto un riscontro significativo: numerose vittime di rapine, furti e truffe hanno contattato i militari, venendo poi convocate per visionare i preziosi.

La paziente attività di verifica ha consentito di restituire un volto e una storia a oltre 150 oggetti, per un valore complessivo di circa 400 mila euro, risultati collegati a 58 episodi delittuosi commessi tra maggio 2013 e marzo 2025 in diverse regioni italiane: Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Lombardia, Liguria, Piemonte, Toscana, Umbria, Lazio e Molise.

Gli oggetti riconosciuti potranno ora essere restituiti agli aventi diritto, previo decreto di dissequestro dell’Autorità giudiziaria

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia