
È morto Gino Paoli, aveva 91 anni: con le sue canzoni ha rivoluzionato la musica italiana
Nato a Monfalcone, si è spento a Genova. A dare la notizia la famiglia del cantautore
Gino Paoli, uno dei più grandi cantautori italiani, è morto all’età di 91 anni. Nato a Monfalcone nel 1934 e cresciuto a Genova, è deceduto oggi, martedì 24 marzo. "Questa notte Gino ci ha lasciato in serenità e circondato dall'affetto dei suoi cari", dichiara la famiglia Paoli in una nota in cui chiede la massima riservatezza.
Lutto nella musica italiana
Con la scomparsa di Gino Paoli, la musica italiana perde uno dei suoi interpreti più profondi e riconoscibili, protagonista assoluto della stagione irripetibile della scuola genovese. Paoli crebbe tra il Friuli Venezia Giulia e Genova, città che avrebbe segnato in modo decisivo la sua formazione artistica. Proprio Monfalcone, sua città natale, resta un riferimento biografico essenziale: un’origine spesso meno raccontata rispetto alla Genova dei cantautori, ma fondamentale nel delineare il percorso umano e culturale dell’artista.
Autore e interprete tra i più raffinati della canzone italiana, Paoli ha attraversato oltre sei decenni di musica con uno stile inconfondibile, fatto di introspezione, eleganza e un uso essenziale della parola. Brani come Il cielo in una stanza, Sapore di sale, Senza fine e La gatta sono entrati stabilmente nell’immaginario collettivo, diventando classici capaci di attraversare generazioni.
Accanto a figure come Luigi Tenco, Fabrizio De André, Umberto Bindi e Bruno Lauzi, Paoli contribuì a ridefinire il ruolo del cantautore in Italia, portando nella canzone temi esistenziali, una nuova profondità emotiva e una scrittura lontana dagli schemi tradizionali della musica leggera.
La sua carriera è stata segnata anche da momenti difficili e da una costante tensione tra vita privata e dimensione artistica, elementi che hanno alimentato una produzione sempre autentica e personale.
Negli anni, Paoli ha continuato a esibirsi e incidere, mantenendo intatto il suo rapporto diretto con il pubblico e confermandosi come una delle voci più autorevoli della musica italiana.
Con lui scompare non solo un protagonista della canzone d’autore, ma un testimone privilegiato di un’epoca irripetibile della cultura italiana del secondo Novecento.
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