Gemona del Friuli ospita il Raduno della Protezione civile: omaggio alle vittime e celebrazione del "Modello Friuli"

Alla caserma Goi-Pantanali la giornata conclusiva dell'evento con le delegazioni del Nord Italia. Presenti il ministro Musumeci, il governatore del Fvg Fedriga e l'assessore regionale Riccardi

Si è tenuto a Gemona il raduno della Protezione civile del Nord Italia (Foto Petrussi)
Si è tenuto a Gemona il raduno della Protezione civile del Nord Italia (Foto Petrussi)

Un grande ringraziamento collettivo alle donne e agli uomini del volontariato ed un ricordo sentito a cinquant'anni dal terremoto del 1976. Con questi sentimenti si è svolta oggi, domenica 4 ottobre 2026, a Gemona del Friuli la giornata conclusiva del Raduno interregionale del volontariato di Protezione civile del Nord Italia.

La manifestazione si è aperta con la sfilata delle delegazioni dei volontari per le vie cittadine ed è proseguita con la cerimonia ufficiale all'interno della caserma Goi-Pantanali, alla presenza del ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, del governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e dell'assessore regionale con delega alla Protezione civile Riccardo Riccardi.

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Il ricordo delle vittime e le origini del sistema nazionale

La scelta della caserma Goi-Pantanali come sede principale della giornata ha rivestito un profondo valore simbolico ed emozionale: in quel luogo, sotto la violenza della scossa del 6 maggio 1976, persero la vita 29 alpini.

Nel corso dei loro interventi, sia il governatore Fedriga sia l'assessore Riccardi hanno evidenziato come dal dramma del sisma sia nato un modello istituzionale e operativo fondato sulla sussidiarietà, sulla responsabilità dei territori e sulla stretta collaborazione tra Stato, Regione e Comuni.

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Un'esperienza guidata da figure storiche come il presidente regionale Antonio Comelli, il ministro Mario Toros e Giuseppe Zamberletti, che seppe tradurre quella macchina dei soccorsi nel moderno sistema nazionale di Protezione civile.

Il ministro Nello Musumeci ha espresso il proprio apprezzamento per il "Modello Friuli", rimarcando come la cooperazione tra le diverse componenti operative nate sul territorio friulano abbia tracciato la strada per l'evoluzione di tutto il sistema di soccorso italiano.

Dalle emergenze internazionali alla tutela legale di sindaci e volontari

L'assessore Riccardi ha ricordato come nel corso degli anni la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia abbia ampliato ed evoluto le proprie competenze, dimostrando efficienza sia in ambito locale sia negli scenari internazionali, dall'emergenza della pandemia da Covid-19 all'accoglienza dei profughi ucraini, fino alle missioni di soccorso inviate in Turchia dopo il sisma.

Un passaggio fondamentale dell'intervento è stato infine dedicato al provvedimento legislativo attualmente all'esame del Parlamento, fortemente sostenuto dalle Regioni e dal ministero, finalizzato a chiarire le responsabilità giuridiche di sindaci e volontari nelle fasi d'emergenza. L'obiettivo della norma è evitare che chi si mette a disposizione della collettività in momenti critici debba rispondere di tutele o responsabilità non proporzionate che possano metterne a rischio il patrimonio personale.

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