Dal Negro, un secolo di carte e giochi. Il burraco è il jolly per il futuro

La storica azienda trevigiana vende 2,5 milioni di mazzi all’anno e guarda al futuro tra carte, scacchi e giochi personalizzati. L’ad Francesco Saruggeri: «Dopo il Covid i giochi da tavolo sono tornati in voga, anche tra i giovanissimi»

Nicola Brillo
La produzione delle carte Dal Negro
La produzione delle carte Dal Negro

Da troppo tempo tra le mani dei giovani compaiono solo smartphone, ma qualcosa pare stia cambiando, sembrano farsi largo le carte da gioco tradizionali. In particolare quelle del Burraco.

La conferma arriva da Francesco Saruggeri, amministratore delegato e direttore generale della storica azienda trevigiana di carte e giochi da tavolo Dal Negro, fondata ormai quasi un secolo fa: «Dopo un calo del settore, dal Covid in avanti i giochi da tavolo sono tornati in voga, in particolare quello del Burraco, anche tra i giovanissimi. Quest’anno abbiamo avuto un picco di vendite a luglio, grazie anche ai tornei nei circoli ricreativi e non solo».

Il Burraco non è più solo un gioco che riporta agli anni Ottanta, alle sfide nei salotti e circoli fumosi, magari tra persone attempate. Ora sembra piacere anche ai sedicenni.

La fondazione dell’azienda Dal Negro

Nel 1928 a Treviso è stata fondata l'azienda Dal Negro, con origini che risalgono però al 1756 (alcuni documenti storici che testimoniano l’esistenza di una fabbrica di carte da gioco di proprietà austriaca). Fu Teodomiro Dal Negro a rilevare la società e creare la “Fabbrica carte da giuoco Bennati & Dal Negro Successori Prezioso”. Dopo la Seconda Guerra mondiale venne costruita una nuova fabbrica moderna in viale Fratelli Bandiera, appena fuori le mura cittadine di Treviso.

Una foto d'epoca
Una foto d'epoca

Dal 1974, per far fronte alla crescente domanda, la produzione venne spostata nello stabilimento a Carbonera, a pochi chilometri dal capoluogo. Dopo un secolo, la famiglia del fondatore guida ancora la società con il presidente Francesco Dal Negro ed è oggi uno dei due principali player in Italia.

Tutto viene creato internamente, dove oltre ai macchinari, ha molto valore la cura “artigianale” dei dipendenti. «La nostra forza è avere un processo produttivo completo che seguiamo in tutti i momenti», aggiunge l’amministratore delegato, «dalla macchina di stampa a quella di verniciatura, di taglio, fino alla astuccatrice, all’incellofanatrice».

La produzione

Oggi la storica azienda trevigiana vende due milioni e mezzo di mazzi all’anno, impegna 54 persone, e fattura 8,4 milioni, in linea con gli anni precedenti. L’export è pari al 17%, in particolare verso Stati Uniti, Europa (Francia, Grecia e Nord del continente) e Nord Africa. Nei prossimi anni l’obiettivo è sviluppare maggiormente la quota export e si sta già lavorando alla comunicazione e struttura commerciale.

Sono sedici le carte regionali in catalogo, dalle Trevisane alle Napoletane, dalle Piacentine alle Siciliane, Abruzzesi e Romagnole. E poi le carte Salisburghesi/Tirolesi. Ampia l’offerta con carte francesi e internazionali (Ramino, Burraco, Poker, Bridge), tarocchi e carte da divinazione, e poi la sezione dedicata alle carte per casinò e uso professionale, che rispettano rigidi standard di produzione, destinate in particolare al mercato nordamericano. L’azienda trevigiana è poi importatrice e distributrice ufficiale di carte da gioco di marchi noti in altri paesi.

I mazzi con i detti regionali

La novità di quest’anno è composta da edizioni speciali e personalizzate con i detti regionali, si tratta di mazzi con grafiche ironiche, proverbi locali o illustrazioni dedicate. «Da qualche anno lavoriamo allo sviluppo dei nostri prodotti», spiega ancora Saruggeri, «la carta con la scritta personalizzata è un’evoluzione del nostro prodotto, che però dà un’emozione diversa. Noi lavoriamo nel mondo dei giochi e dell’unione delle famiglie, quindi dobbiamo creare emozioni. Abbiamo il “potere” di unire le generazioni, grazie a noi nonni e nipoti trovano un punto di incontro».

E Dal Negro registra la riscoperta delle carte e della convivialità creata dal gioco delle carte, anche nel mondo delle scuole. «Stiamo infatti portando avanti alcuni percorsi di avvicinamento al gioco delle carte, giochi da tavolo e scacchi tra le scuole di Treviso e dell'hinterland bolognese», aggiunge, «ed è bello vedere giovani di differente estrazione culturale giocare insieme: il gioco delle carte è unione, convivialità e finalmente alziamo lo sguardo, ci guardiamo in faccia, lasciamo da parte l’elettronica e incominciamo a dialogare».

Il mondo degli scacchi

Nel corso degli anni alla produzione di carte da gioco, giochi di carte e carte personalizzate si affiancano i giochi classici (scacchi, dama, tria, backgammon, roulette), realizzati in legno di essenze particolari. Da tempo l’azienda sta infatti sviluppando una divisone legata al mondo degli scacchi, in particolare con prodotti esclusivi, realizzati da artigiani della Marca Trevigiana. «Proponiamo vari tipi di scacchiera: dal livello gioco in famiglia fino a quelle d’arredo e di alto design, fatte con materiali pregiati», spiega l’amministratore delegato, «si tratta di un segmento che stra crescendo di anno in anno, per ora è una nicchia, che però stiamo sviluppando sia nella parte di sviluppo commerciale, sia nella parte di comunicazione».

La produzione delle carte segue una stagionalità molto forte: inizia da settembre e culmina con il Natale. Con i prodotti Dal Negro che vengono usati di più nel periodo estivo, nei momenti di aggregazione. L’obiettivo futuro per Dal Negro, in attesa delle iniziative per il centenario, è comunicare anche alle aziende i valori dei giochi di carte per il team building. Perché un mazzo di carte non è solo un mazzo di carte.

 

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