Bebe Vio, l’annuncio in tivù: «Lascio la scherma e passo all’atletica»

La campionessa paralimpica a Che tempo che fa rivela di dover lasciare il fioretto per problemi fisici e di puntare ora all’atletica: «Penso di fare i 100 metri»

Bebe Vio
Bebe Vio

Dalle pedana della scherma alla pista dell'atletica, sempre con lo sport al centro e le Olimpiadi come traguardo. Bebe Vio non smette di sorprendere. Domenica l'annuncio che la storia di successi mondiali e paralimpici con il fioretto e' finita, ma non e' esaurita la voglia di mettersi in gioco.

Con la corsa, pensando a Los Angeles 2028. «L'obiettivo è quello di partecipare alle Paralimpiadi di Los Angeles, ma vogliamo fare le cose con calma. Bebe ha talento anche nella corsa, bisogna solo affinarlo. Si è sempre dedicata alla scherma, con risultati lusinghieri, e come tutte le atlete di alto livello apprende molto facilmente. Ci sono tutti gli ingredienti per fare bene», racconta all'Ansa Pasquale Porcelluzzi, allenatore personale di Bebe Vio e referente della velocità della Federazione per l'atletica paralimpica, spiegando i retroscena della stella del mondo paralimpico.

Sull'eventuale data di debutto da parte di Bebe Vio nel mondo dell'atletica, però, Porcelluzzi - che ha allenato anche Ambra Sabatini, oro alle Paralimpiadi di Tokyo - ammette che non «c'è ancora una data di debutto, siamo in una fase embrionale. Un paio di mesi fa ci sono stati dei contatti perché voleva dedicarsi all'atletica, poi abbiamo cercato di capire se c'era la possibilità. Ci proviamo; non è semplice anche perché viene dal mondo della scherma che è completamente diverso, ma ci sono i presupposti per fare bene».

«Vediamo come si evolve la situazione - prosegue Porcelluzzi -, andiamo alla ricerca di una sua stabilità nella corsa, ci sono da mettere a punto le protesi, ma non voglio accelerare i tempi e anche lei la pensa come me».

Infine un pensiero sul significato della decisione con l'arrivo nel mondo dell'atletica di Bebe Vio che rappresenta «un qualcosa di molto bello. Il mondo paralimpico ha già personaggi di un certo livello; però una come lei può fare da traino a tutti gli atleti a livello paralimpico e non solo. È una gran bella cosa, soprattutto per i giovani che si approcciano al mondo dell'atletica», conclude. 

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