Ragazzo aggredito a Barcellona, Nicola Maggiotto in condizioni stabili
Il 21enne di Asolo rimasto vittima di un'aggressione è ricoverato in terapia intensiva per le ferite riportate al capo. Il papà: «Ha trascorso una notte tranquilla e le sue condizioni sono stabili». Il padre del ragazzo ucciso a Lloret de mar nel 2017: «Mi auguro la giustizia spagnola questa volta funzioni»

Nicola Maggiotto, il 21enne di Asolo (Treviso) rimasto vittima di un'aggressione mercoledì scorso a Barcellona e ricoverato in terapia intensiva per le ferite riportate al capo, «ha trascorso una notte tranquilla e le sue condizioni sono stabili».
Lo riferisce il padre, Daniele Maggiotto, nella città catalana da alcuni giorni, dalla stanza in cui il ragazzo è in stato di coma farmacologico.
Nelle prossime ore potrebbe essere decisa una riduzione delle sostanze che mantengono il giovane in stato di incoscienza per verificare gli eventuali danni patiti in una condizione di veglia.
In giornata sono attesi ulteriori aggiornamenti sull'evolversi del quadro clinico.
Nicola Maggiotto era stato colpito violentemente alla nuca con un pugno da uno sconosciuto, all'uscita da un locale in cui si era recato con un gruppo di connazionali, per motivi ancora ignoti.
Nell'evento, secondo la ricostruzione fornita da uno degli amici, sarebbe scoppiata una rissa tra il gruppo di italiani ed un secondo, più numeroso, di giovani di altra nazionalità, fuggiti prima dell'arrivo dei soccorsi.
Il padre del ragazzo ucciso nel 2017: «Mi auguro la giustizia spagnola questa volta funzioni»
E sulla vicenda si è espresso anche Luigi Ciatti, il padre di Niccolò, ucciso nel 2017 in un pestaggio in discoteca a Lloret de Mar: «Quello che è successo a Niccolò ce l'abbiamo sempre davanti e fa pensare che purtroppo c'è sempre tanta violenza assurda tra ragazzi. Mi auguro che questo ragazzo veneto, Nicola, riesca tranquillamente a uscirne e a riprendere la sua vita ma mi auguro anche che la giustizia spagnola questa volta, rispetto a quello che hanno fatto a noi, hanno fatto a Niccolò, funzioni in maniera adeguata e corretta».
Ciatti ricorda gli atteggiamenti tenuti da polizia e magistratura catalana nella ricerca e nella condanna dei colpevoli dell'omicidio del figlio. Per la morte di Niccolò fu condannato solo Rassoul Bissoultanov, ceceno e all'epoca 24enne, latitante da luglio 2022, dopo la sentenza del tribunale di Girona che lo condannò in primo grado a 15 anni.
«Mi chiedo come si possa essere coetanei, pur di Paesi diversi e avere una cattiveria così estrema. Occorre riuscire a fermarsi, non arrivare al limite, perché purtroppo ci sono le conseguenze. Ci sono ora per Nicola, che adesso è in ospedale. E chi ha commesso tale reato ne pagherà le conseguenze».
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