L’incubo è finito: Alberto Trentini è libero, scarcerato a Caracas dopo 423 giorni di detenzione
Il cooperante veneziano, detenuto dal novembre 2024 nel carcere di El Rodeo senza una formale accusa, è stato inserito nella lista di detenuti venezuelani e stranieri rilasciati su decisione delle autorità di Caracas

Dopo 423 giorni di prigionia, dal Venezuela è arrivata la notizia che Venezia e l’Italia intera attendevano da oltre un anno: Alberto Trentini è stato liberato.
Il cooperante veneziano, detenuto dal novembre 2024 nel carcere di El Rodeo senza una formale accusa, è stato inserito nella lista di detenuti venezuelani e stranieri rilasciati su decisione delle autorità di Caracas.
Trentini, 46 anni, lavorava per la Ong Humanity & Inclusion, impegnata nell’assistenza umanitaria alle persone con disabilità. Era arrivato in Venezuela il 17 ottobre 2024 per una missione umanitaria. Il 15 novembre era stato fermato a un posto di blocco mentre si spostava da Caracas a Guasdalito insieme all’autista dell’organizzazione, e da allora non aveva più riacquistato la libertà.
La sua detenzione, mai chiarita e basata su accuse generiche, era stata definita più volte politica. Negli ultimi mesi si erano intensificati i contatti diplomatici, anche con il coinvolgimento degli Stati Uniti e della Farnesina. Solo tre le telefonate concesse in oltre un anno ai familiari.
Nato al Lido di Venezia, con una lunga carriera nel campo della cooperazione internazionale tra America Latina, Africa, Europa e Asia, Trentini era diventato il simbolo di una mobilitazione nazionale. Nei mesi scorsi si erano moltiplicati gli appelli per la sua liberazione, fino al coinvolgimento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che aveva contattato la madre, Armanda Colusso, per manifestare la vicinanza dello Stato.
Ora, dopo 423 giorni, la fine dell’incubo: per la famiglia e gli amici di Alberto Trentini si apre finalmente la prospettiva del ritorno a casa.
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