Chiusi gli aeroporti degli scali: a Venezia cancellati molti voli per l’Oriente

Dubai e Doha a ritmo ridotto, molti viaggiatori in attesa. Agenzie di viaggio mobilitate per assistere chi resta a terra

Marta Artico
Il tabellone dell’aeroporto Marco Polo di Venezia
Il tabellone dell’aeroporto Marco Polo di Venezia

Corsa a scrivere sui gruppi, a chiamare call center delle compagnie aeree e agenzia di viaggi per sapere cosa fare.

La nuova guerra del Golfo sta mettendo in crisi gli spostamenti e la mobilità di tantissime persone che per svago, turismo e lavoro, avevano in programma un viaggio o dovevano tornare a casa.

A causa della situazione a livello internazionale il Gruppo Save ha fatto sapere che nell’aeroporto di Venezia sono stati cancellati i voli per Dubai (Emirati Arabi Uniti), Doha (Qatar) e Tel Aviv (Israele).

«Al momento sono 8 i voli cancellati su 18 frequenze settimanale previste» fanno sapere dallo scalo.

«Tutti i passeggeri interessati sono stati preventivamente avvisati e assistiti dalle compagnie aeree». Non si registrano particolari disagi all’Aeroporto di Venezia.

Il blocco dei voli per Doha e Dubai a sua volta, causa a catena disagi a chi dalle destinazioni con scalo in Medio Oriente si era poi recato nel Sud Est Asiatico. E ci sono diversi membri delle comunità musulmane di Venezia, che si trovavano in Arabia Saudita, per la cosiddetta Umrah, il pellegrinaggio alla Mecca che si compie durante il Ramadan.

«Alcuni sono rimasti lì» spiega Prince Howlader, che è invece riuscito a tornare «altri hanno fatto dei giri molto lunghi per tornare»

Le agenzie di viaggi sono alle prese con i clienti che chiedono supporto. «Ci sono quelli che devono partire e vogliono essere rassicurati» spiegano da Felicity Viaggi «chi si trova all’estero in attesa.

Noi diamo assistenza, riproteggiamo i voli, troviamo destinazioni e compagnia alternative con cui tornare, teniamo la situazione sotto controllo e monitoriamo cosa accade per i clienti ora per ora».

«Leggiamo con apprensione quanto sta accadendo» spiegano da Ava Venezia.

«Quantificare i danni e le ripercussioni nel breve/medio periodo è difficile. Il 2026 si stava rivelando come una buona annata sui livelli di quello che è stato definito l’anno record il 2024».

Ha proseguito: «Allo stato attuale rileviamo delle cancellazioni su prenotazioni già effettuate ma non di massa. Speriamo che il conflitto, soprattutto per chi si trova a subirlo in prima persona, sia breve.

Nel nostro comparto la sicurezza è un elemento imprescindibile per decidere un soggiorno, finora siamo stati ritenuti una destinazione sicura.

Preoccupa l’aumento del costo del petrolio: se non si concluderà in fretta, costerà di più viaggiare, l’87% dei nostri ospiti è straniero e ciò potrebbe compromettere l’andamento dell’anno e di quelli futuri».

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