Claudio Sterpin
Claudio Sterpin

Addio a Claudio Sterpin, uno dei protagonisti del caso Resinovich

Amico speciale di Liliana, è stato l'ultima persona a sentirla al telefono la mattina del 14 dicembre 2021, pochi minuti prima che la donna sparisse per sempre. Ex maratoneta, è morto a 86 anni

Laura Tonero

E' morto Claudio Sterpin, classe 1939, ex maratoneta che durante la sua carriera podistica ha corso più di 200 mila chilometri. Sterpin ha avuto un malore nei giorni scorsi, motivo per cui era stato trasferito a Cattinara. Venerdì sera le sue condizioni di salute si sono aggravate. A nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo.

Sterpin è stato uno dei protagonisti del caso Resinovich. Amico speciale di Liliana, è stato l'ultima persona a sentirla al telefono la mattina del 14 dicembre 2021, pochi minuti prima che la donna sparisse per sempre. Ha lottato fino alla fine per raggiungere la verità sulla morte di Lilly.

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Il legame con Liliana Resinovich 

Claudio Sterpin , ex autista degli autobus ed ex maratoneta di successo, aveva conosciuto Liliana Resinovich oltre 40 anni fa.

Il loro primo appuntamento, stando a Sterpin, risale al 19 dicembre 1981. In anni più recenti si erano rincontrati. Lilly andava a casa di Sterpin ogni martedì. L’ultima telefonata di Lilly era stata indirizzata proprio a lui. Sterpin, affiancato dall’avvocato Giuseppe Squitieri, non ha mai creduto alla tesi del suicidio.

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Collaborativo nelle indagini 

A gennaio si era presentato in Procura per depositare due buste: una indirizzata alla procuratrice Patrizia Castaldini, l’altra al sostituto procuratore Ilaria Iozzi che dirige le indagini sulla morte di Liliana Resinovich.

Claudio Sterpin, l’amico del cuore delle 63enne trovata cadavere il 5 gennaio 2022, d’altronde non ha mai mollato. Nè ha mai fatto un passo indietro sulle sue posizioni in merito a quella morte.

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Così ha consegnato nelle mani della Procura «i risultati di accertamenti che una persona che ho conosciuto e della quale per ora preferisco non rendere nota l’identità, ha effettuato sul materiale che è agli atti e ormai disponibile, in particolare su una fotografia di Liliana scattata dopo il ritrovamento del corpo».

Sterpin già in passato aveva messo nero su bianco le sue considerazioni, dettagli che a suo parere potevano servire alle indagini. «Ho sempre collaborato, non mi sono mai sottratto a ogni tipo di esame – continuava a ribadire – ho raccontato ogni dettaglio, fornito tanti elementi, ma quella che io definisco “l’altra conduzione” della Procura non ha preso in considerazione le mie parole: il materiale che avevo fornito non è stato curato, andando dritti verso la tesi del suicidio».

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Gli ultimi incontri e l’ultima telefonata

La sua verità sulla scomparsa di Liliana – ricordiamo che l’unico indagato per la morte della donna resta il marito Sebastiano Visintin – Sterpin già nel 2022 l’aveva consegnata nelle mani della ex vicina di casa di Liliana. In quella missiva allora ripercorreva gli ultimi giorni di vita di Lilly, quello che lei raccontava, i suoi desideri e i suoi progetti. Dettagliava insomma gli ultimi loro incontri, l’ultima telefonata intercorsa tra loro – quella delle 8.22 del 14 dicembre con l’amico Claudio sarà l’ultima chiamata di Liliana, l’ultima volta che qualcuno ha sentito la sua voce – e poi le ore di attesa, le paure. In quelle pagine aveva raccontato la sua ricostruzione di questa tragica storia, «partendo dal presupposto che io non accetto e non ho mai accettato l’ipotesi che Liliana si sia tolta la vita.

Una donna che di lì a poco vede la possibilità di coronare il sogno di una vita, quello di andare a vivere con l’uomo a cui voleva bene, non progetta una simile fine», aveva rimarcato.

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L’ex maratoneta, pur ribadendo di aver sempre riposto «fiducia nell’operato della Procura», stava però valutando anche un’altra iniziativa: «Intendo scrivere al Presidente della Repubblica e al ministro della Giustizia per chiedere avviino delle verifiche sull’operato delle Procura nei primi anni di indagine», aveva detto a gennaio.

L’uomo non si è mai dato «pace per gli anni che sono stati persi nelle indagini, con noi persone che volevamo bene a Liliana che per il fatto di esserci mobilitati in ogni modo per fornire dei contributi, tenendo anche viva l’attenzione su questa vicenda, siamo stati classificati come organizzatori di un circo mediatico»

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