Quali controlli fare ai freni prima di guidare ogni giorno tra Mestre e Venezia

Ogni mattina un numero elevato di pendolari percorre il tragitto tra Mestre e Venezia, attraversando la tangenziale, il ponte della Libertà e i parcheggi di Piazzale Roma o Tronchetto. Molti verificano regolarmente il livello di carburante e, talvolta, lo stato degli pneumatici, mentre l'impianto frenante viene raramente sottoposto a un controllo preventivo. Proprio su questo percorso, caratterizzato da traffico intenso, frenate frequenti e un ambiente lagunare particolare, i freni sono sottoposti a uno stress superiore rispetto a un tragitto extraurbano regolare, con un'usura più rapida dei componenti.
Il tragitto quotidiano tra Mestre e Venezia espone i freni a condizioni differenti rispetto a un percorso autostradale continuo. Traffico intenso, semafori ravvicinati, rallentamenti in prossimità del ponte e umidità salmastra della laguna sono fattori che, complessivamente, accelerano l'usura di pastiglie, dischi, pinze freno e altri componenti metallici. Conoscere i controlli da effettuare e con quale frequenza consente di mantenere condizioni di sicurezza adeguate e di prevenire situazioni critiche nei momenti di maggiore densità di traffico.
Perché il tragitto Mestre-Venezia sottopone i freni a uno stress superiore
Il percorso che attraversa la tangenziale di Mestre, la statale Romea e l'accesso al ponte della Libertà è caratterizzato da un traffico pressoché costante, in particolare nelle fasce orarie di maggiore affluenza. Questa condizione comporta frenate frequenti, spesso repentine, che determinano un innalzamento della temperatura di dischi e pastiglie superiore rispetto a un percorso a velocità costante. Il calore ripetuto, seguito da un raffreddamento altrettanto rapido nei momenti in cui il traffico si sblocca, rappresenta uno dei fattori che, nel tempo, riduce la resistenza dei materiali frenanti.
Un ulteriore elemento da considerare è la prossimità della laguna. L'aria salmastra, unita al tasso di umidità che caratterizza gran parte dell'anno in quest'area del Veneto, favorisce la corrosione dei componenti metallici esposti, tra cui dischi, pinze e altri elementi dell'impianto frenante. I veicoli utilizzati in prossimità di zone costiere o lagunari tendono a presentare segni di ossidazione sui freni con maggiore anticipo rispetto a quelli impiegati in aree più interne. Per chi parcheggia con regolarità in prossimità dell'acqua, ad esempio nei pressi di Tronchetto o lungo la gronda lagunare, tale aspetto richiede un'attenzione particolare.
I controlli fondamentali prima di mettersi alla guida
Di seguito uno schema riassuntivo dei cinque controlli da effettuare prima di partire. Tale sintesi può risultare utile in particolare nelle occasioni in cui i tempi a disposizione prima di affrontare il traffico della tangenziale sono ridotti.

I cinque controlli essenziali da effettuare prima di mettersi alla guida, illustrati nel dettaglio di seguito.
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Il primo controllo riguarda la presenza di rumori anomali durante la frenata. Uno stridio metallico o un fischio percepibile in fase di frenata indica generalmente che le pastiglie si trovano in prossimità del limite di usura. Diversi veicoli di produzione recente sono dotati di un indicatore acustico integrato per segnalare tale condizione; è tuttavia opportuno effettuare comunque un controllo visivo periodico, ad esempio in occasione della sostituzione degli pneumatici o di un tagliando.
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Il secondo controllo riguarda la sensazione trasmessa dal pedale del freno. Un pedale che si abbassa oltre la misura consueta, che risulta poco reattivo o che richiede una pressione superiore per ottenere la medesima azione frenante, può indicare la presenza di aria nel circuito idraulico oppure un livello insufficiente del liquido dei freni. In tale circostanza è opportuno procedere a una verifica tempestiva, preferibilmente prima di affrontare il traffico intenso della tangenziale.
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Il terzo controllo riguarda il liquido dei freni, da verificare con regolarità sia in termini di livello nel serbatoio sia in termini di qualità, poiché con il trascorrere del tempo tende ad assorbire umidità perdendo efficacia. Diversi costruttori indicano nei manuali una sostituzione periodica di tale liquido, con intervalli variabili in base al modello: si raccomanda di consultare il libretto del veicolo per verificare la scadenza prevista.
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Il quarto controllo riguarda lo stato dei dischi. La presenza di solchi profondi, macchie di ossidazione estese o irregolarità superficiali percepibili al tatto costituisce un'indicazione per far verificare l'impianto presso un'officina. Nell'area di Mestre e Venezia, dove, come indicato, la corrosione può manifestarsi con maggiore anticipo, tale controllo va effettuato con una frequenza leggermente superiore rispetto ad altre aree meno esposte all'umidità salina.
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Il quinto controllo riguarda il freno di stazionamento, elemento rilevante in particolare per chi effettua soste in pendenza nei pressi dei parcheggi multipiano di Piazzale Roma o Tronchetto. Un freno a mano poco efficiente può determinare criticità proprio nei momenti di sosta.
Segnali d'allarme da non sottovalutare
Alcuni sintomi richiedono un intervento tempestivo. Tra questi figurano: l'accensione della spia dei freni sul cruscotto, vibrazioni percepibili al volante o al pedale durante la frenata, un tempo di arresto superiore a quello abituale, oppure una tendenza del veicolo a deviare lateralmente in fase di frenata. Ciascuno di questi elementi, considerato singolarmente o in combinazione, giustifica una verifica in officina prima di riprendere il tragitto quotidiano.
Per chi percorre quotidianamente la tratta tra Mestre e Venezia, spesso in condizioni di traffico rallentato e con soste frequenti, tali segnali possono manifestarsi con maggiore rapidità rispetto a un utilizzo occasionale del veicolo. Diverse officine della zona segnalano, non a caso, un incremento delle richieste di verifica dell'impianto frenante da parte di chi utilizza l'automobile quotidianamente per raggiungere il luogo di lavoro tra le due città.
Buone pratiche per chi percorre quotidianamente il tragitto Venezia-Mestre
Oltre ai controlli tecnici, alcune abitudini di guida contribuiscono a preservare l'impianto frenante. Una distanza di sicurezza adeguata, in particolare nei tratti in cui il traffico rallenta in modo repentino in prossimità degli accessi al ponte, consente una frenata più graduale e meno gravosa. Evitare, quando possibile, frenate improvvise, rallentando in anticipo, riduce lo stress termico a cui sono sottoposti i dischi.
Per chi lascia il veicolo fermo per diverse ore in un parcheggio in prossimità della laguna, è consigliabile verificare periodicamente lo stato esterno dei freni, eventualmente in occasione di un lavaggio del sottoscocca nell'ambito della manutenzione ordinaria: tale operazione contribuisce a rimuovere depositi salini che favoriscono la corrosione.
Per il traffico costante e per l'ambiente lagunare che lo caratterizza, il tragitto tra Mestre e Venezia richiede un'attenzione specifica all'impianto frenante rispetto ad altri percorsi urbani. La verifica regolare di rumori anomali, sensazione del pedale, liquido dei freni, stato dei dischi e freno a mano non comporta un impegno temporale significativo, ma può incidere in modo rilevante sulla sicurezza, in particolare nei momenti di traffico più intenso in prossimità del ponte della Libertà o lungo la tangenziale. Per chi affronta quotidianamente questo tragitto, dedicare alcuni minuti alla manutenzione dei freni rappresenta un accorgimento semplice per viaggiare in condizioni di maggiore sicurezza.
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