Fumo dal tetto della fabbrica, pompieri da Louis Vuitton
Allarme nella sede aziendale a Fiesso, il principio d’incendio nella zona sovrastante l’atelier donna. Nessuna interruzione della produzione né danni alla merce stoccata. All’origine ci potrebbe essere stato un deposito di polveri sul tetto

Un odore acre di plastica bruciata, poi il fumo che sale dal tetto. Per qualche minuto, lunedì 2 novembre poco prima di mezzogiorno, alla manifattura Louis Vuitton di via Cavour a Fiesso d’Artico si è temuto che quel principio d’incendio potesse diventare qualcosa di più serio. L’allarme è scattato nella zona sovrastante l’atelier donna, quando dipendenti e personale hanno avvertito l’odore e notato il fumo.
La chiamata ai vigili del fuoco è partita subito. Sul posto sono arrivate le squadre incaricate di verificare l’origine del problema e mettere in sicurezza la copertura dello stabilimento. Le fiamme sono state rapidamente contenute e l’emergenza si è chiusa senza conseguenze per le persone.
Secondo le prime ipotesi, all’origine del rogo potrebbe esserci stato un deposito di polveri presente sul tetto, ma la causa resta da accertare. Non sarebbero stati rilevati danni alle strutture della manifattura, alle collezioni o alla merce.
A differenza di quanto emerso nelle primissime informazioni, non è stato necessario evacuare lo stabilimento. L’attività produttiva è proseguita regolarmente e, terminata la pausa pranzo, i dipendenti sono rientrati al lavoro senza particolari disagi.
Il trambusto è rimasto così confinato a pochi minuti e a quella nube comparsa sopra l’atelier. Nessun ferito, nessun intossicato, nessuna ripercussione sulla produzione della Manufacture de Souliers, il polo di via Cavour 35 dove Louis Vuitton realizza le proprie calzature dal 1998, nel cuore del distretto della Riviera del Brenta.
Alla fine, nella fabbrica del lusso, l’unica cosa uscita fuori posto è stata una nuvola grigia dal tetto, abbastanza per fermare gli sguardi ma non le linee di produzione. Per i vigili del fuoco resta ora da chiarire l’origine esatta del principio d’incendio.
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia





