Un film sulla madre di Salvatore Carnevale, prima donna che denunciò la mafia

(ANSA) - MARSALA, 12 SET - Diventa un cortometraggio, per la regia della marsalese Luana Rondinelli, "Francesca Serio - Mamma Carnevale", la storia della prima donna che denunciò apertamente la mafia, combattendo al fianco del figlio, il sindacalista Salvatore Carnevale, anche dopo la sua morte, per i diritti dei braccianti agricoli. Salvatore Carnevale venne ucciso a Sciara (Palermo) il 16 maggio 1955 da uomini di Cosa Nostra perché contrastava gli interessi dei grossi proprietari terrieri. Nel processo, tra i legali di parte civile anche il futuro presidente della Repubblica Sandro Pertini. Condannati all'ergastolo in primo grado, i quattro imputati furono assolti in appello e in Cassazione per insufficienza di prove. Tra i difensori, un altro futuro presidente della Repubblica, Giovanni Leone. Le riprese del lavoro di Rondinelli, spiega una nota, sono in corso a Palazzo Adriano (Palermo), dove fu girato "Nuovo Cinema Paradiso", e il film "conta su un cast d'eccezione per dar vita alle vicende già narrate nel libro di Franco Blandi e nello spettacolo teatrale, nonché libro e audiolibro di Luana Rondinelli". Le musiche, inedite, sono di Gregorio Caimi, frontman de I Musicanti. Il cortometraggio, prodotto da "Accura film" in collaborazione con Sicily Entertainment, vedrà tra gli interpreti Donatella Finocchiaro (Francesca Serio adulta), Lucia Sardo (la nonna), Chiara Peritore (Francesca a vent'anni) e Domenico Ciaramitaro nel ruolo di Salvatore Carnevale. Girato in abiti dell'epoca, racconta un arco temporale dagli anni venti al dopoguerra, ovvero dalla nascita di Salvatore Carnevale fino alla conclusione del processo per il suo assassinio. Francesca Serio, contadina originaria dei Nebrodi, anticonvenzionale, nonostante non avesse studiato, si oppose fermamente agli stereotipi femminili del suo tempo e nel secondo dopoguerra fu paladina della lotta alla mafia. Poverissima, senza un uomo al suo fianco, con il figlio ancora piccolo, si trasferì a Sciara e, per dare un futuro migliore al suo bambino, scelse il duro lavoro nei campi, accanto agli uomini: uno scandalo per una società che relegava le donne tra le mura domestiche. (ANSA).
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