Ucciso a coltellate, la lite con il socio per spacciare droga

La vittima voleva usare il food truck come copertura per vendere droghe sintetiche

(ANSA) - PADOVA, 23 APR - Era contrario a vendere droga con l'attività del food truck, preso in società con Marco Cossi. E, di fronte all'insistenza di quest'ultimo e all'aggressione subita per l'ennesimo diniego, ha ucciso il socio. Lo ha riferito lo stesso Samuele Donadello, 45 anni, negli uffici della questura al dirigente della squadra Mobile, Immacolata Benvenuto e al pm Marina Varagnolo che due giorni fa l'ha indagato per omicidio volontario. Stessa accusa che l'ha portato, oggi, in carcere. Questo aspetto di voler usare il camioncino non solo per la vendita di panini, ma anche come copertura per l'attività illecita di vendita di sigarette al liquido Thc e altre droghe sintetiche, dovrà essere approfondito come tanti aspetti dell'omicidio che non sono ancora ben chiari. Il caso era già ben delineato lunedì pomeriggio, il giorno successivo all'omicidio di Cossi, 48 anni, secondo quanto ha riferito oggi in conferenza stampa il questore Marco Odorisio. La polizia aveva subito escluso il movente della rapina in quanto la vittima aveva ancora in tasca documenti, portafogli, cellulare e l'auto non presentava segni di furto. Grazie al cellulare, i poliziotti hanno appreso che Cossi aveva telefonato e si era messaggiato con quattro amici, soprattutto con Donadello, dandogli appuntamento alle 21.30 nel sottopasso dove ha poi trovato la morte. Dopo averli invitati tutti e quattro in questura, gli agenti hanno perquisito le loro auto, trovando nel portabagagli di Donadello un gilet di color marrone sporco di tracce ematiche. Le telecamere installate nei pressi della casa dell'indagato avevano poi accertato che Donadello indossava lo stesso gilet quando è uscito alle 20.30 e al suo rientro alle 23.30. Inoltre le cellule telefoniche avevano 'agganciato' i cellulari dei due soci proprio nella zona del sottopassaggio. Mentre gli altri tre amici che avevano incontrato Cossi sono stati mandati a casa, Donadello è stato trattenuto per un ulteriore approfondimento che è proseguito martedì, quando l'uomo si è presentato spontaneamente in questura, con 10 ore di interrogatorio durante le quali sono emerse numerose discordanze tra le sue dichiarazioni e quanto aveva accertato la squadra Mobile che non lasciavano dubbi sul suo coinvolgimento nell'omicidio. Pertanto il pm l'ha rilasciato, indagandolo per omicidio volontario. Donadello è scoppiato a piangere e ha raccontato cosa è successo domenica sera alle 21.30, quando ha raggiunto Cossi in monopattino. Si è seduto nella parte posteriore della Golf, mentre l'amico davanti parlava del più e del meno, fino alla ennesima proposta di vendere anche droga con il food truck. L'indagato ha rifiutato la proposta, ma la vittima avrebbe reagito brutalmente prendendo un coltello da sotto il sedile minacciandolo. La discussione è proseguita all'aperto, ne è nata una colluttazione con Donadello che ha avuto il sopravvento, riuscendo a impossessarsi del coltello con il quale ha infierito brutalmente, una quindicina di volte, su Marco. L'arrestato ha detto di avere gettato in un cassetto dell'immondizia l'arma, che però non è stata ancora trovata. (ANSA).

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