Uccise Younes in piazza, la difesa di Adriatici insiste sulla 'incapacità'

(ANSA) - PAVIA, 23 GEN - Massimo Adriatici era in uno stato di "incapacità naturale" quando, la sera del 20 luglio 2021, in piazza Meardi a Voghera (Pavia) dalla sua pistola partì il colpo che uccise Younes El Boussettaoui, 39 anni, marocchino. E' la tesi sostenuta nell'udienza svoltasi oggi in tribunale a Pavia dall'avvocato Carlo Alleva, uno dei difensori dell'ex assessore leghista alla Sicurezza, accusato di omicidio volontario. Una versione che conferma quella presentata lo scorso 16 dicembre dall'avvocato Luca Gastini, l'altro difensore di Adriatici. Per Alleva, dopo la colluttazione avuta con El Boussettaoui e lo schiaffo ricevuto, l'ex assessore cinquantenne sarebbe caduto in un blackout, non rendendosi conto di quanto stava succedendo. In base a tale ricostruzione, la difesa ha chiesto l'assoluzione per legittima difesa. Una tesi contestata dai legali dei familiari della vittima (si sono costituiti i genitori, i fratelli e le sorelle di Younes). "Sono stupito dalla ricostruzione presentata dai difensori di Adriatici - ha commentato Marco Romagnoli, uno degli avvocati di parte civile -. Se il pronunciamento del tribunale dovesse accogliere questa versione, allora ogni atto umano di tale gravità potrebbe trovare una giustificazione". Il processo riprenderà il prossimo 24 febbraio, quando sono previste le repliche delle pari ed è attesa la sentenza. Il pubblico ministero Fabio Napoleone, procuratore a Pavia, ha chiesto la condanna a 11 anni e 4 mesi per l'ex assessore. Il processo si svolge con rito abbreviato, a porte chiuse, davanti al giudice Luigi Riganti. Poco più di un anno fa, Il 6 novembre 2024, la giudice Valentina Nevoso aveva chiesto con un'ordinanza alla Procura di Pavia di modificare il capo di imputazione che nel primo processo era eccesso colposo di legittima difesa. (ANSA).
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