Uccisa a fucilate, riparte processo per l'orsa Amarena, aumentano parti civili

Il Comune di San Benedetto dei Marsi, paese dell'imputato Leombruni, non si costituisce

(ANSA) - AVEZZANO, 28 APR - È ricominciato da zero il processo per l'uccisione dell'orsa Amarena, avvenuta il 31 agosto 2023 a San Benedetto dei Marsi, in provincia dell'Aquila. Il precedente procedimento era stato bloccato per vizi procedurali. Stamane nel Tribunale di Avezzano si è svolto l'esame delle parti civili costituite, aumentate rispetto al primo processo fino a raggiungere circa 50 soggetti tra enti e associazioni. Tuttavia, non si è più costituito parte civile in questa nuova fase proprio il Comune di San Benedetto dei Marsi, paese di residenza dell'imputato, Andrea Leombruni; l'uomo, che sparò con il suo fucile contro l'orsa che si stava spostando con i cuccioli, è accusato di uccisione di animale con l'aggravante della crudeltà. L'orsa fu trovata agonizzante dalle guardie del Parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise e morì poco dopo davanti all'abitazione di Leombruni. Dei due cuccioli subito dopo si persero le tracce; furono poi avvistati e monitorati a distanza dal Parco. "Continua la battaglia contro le aggressioni alla natura, ma ora diventa ancora più importante andare avanti perché le violenze aumentano - commenta Bruno Petriccione, presidente dell'associazione Appennino Ecosistema, parte civile nel processo -. Lo dimostra la recente strage di lupi in Abruzzo e in Toscana, ma abbiamo le istituzioni dalla nostra parte". La nuova udienza è fissata per il 20 maggio. (ANSA).

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