Streaming pirata con una nuova tecnologia, 100 perquisizioni e sequestri

(ANSA) - BOLOGNA, 22 MAG - Macchine virtuali in funzione h24 per captare, ogni tre minuti, e ritrasmettere all'istante i codici originali di abbonamenti leciti a piattaforme di streaming, ma intestati a persone fittizie, così da inviare un segnale in chiaro agli "abbonati". E' il sistema di pirateria per contenuti audiovideo a pagamento scoperto da un'indagine della Guardia di Finanza di Ravenna, coordinata dalla Procura di Bologna. Sono 100 le perquisizioni e i sequestri eseguiti in tutta Italia nell'ambito dell'operazione 'Tutto chiaro' per contrastare la diffusione di abbonamenti pirata a Sky, Dazn, Netflix, Disney+, Spotify. Nata da un monitoraggio sui social, l'inchiesta ha consentito di portare alla luce una tecnologia nuova, che consiste nell'installazione, sui device dei clienti, di un'applicazione, chiamata Cinemagoal, che connette i dispositivi ad un server estero per decriptare i contenuti scelti. Questo sistema, spiega la Finanza, dribbla i blocchi di sicurezza e incrementa la qualità della visione, riducendo le possibilità che gli utenti finali vengano intercettati dai controlli. Chi aveva il compito (oltre 70 persone) di distribuire il "prodotto" sul territorio, riscuoteva un abbonamento annuale, dal costo variabile da 40 a 130 euro (in base ai pacchetti selezionati), tramite pagamenti in criptovaluta, o su conti di appoggio esteri o falsamente intestati. Gli stessi rivenditori, successivamente, giravano parte dei proventi agli organizzatori della frode. In cooperazione con Eurojust (per il coordinamento delle operazioni in Francia e Germania), è stato disposto anche il sequestro dei supporti informatici esteri nei quali sono custoditi i dati per decodificare i segnali audiovisivi protetti e il codice sorgente del programma. I reati ipotizzati sono pirateria audiovisiva, accesso abusivo a sistemi informatici e frode informatica. Il danno calcolato per le società è stato stimato in circa 300 milioni. Intanto verranno notificate le sanzioni nei confronti dei primi 1000 'abbonati' individuati, con importi tra i 154 a 5.000 euro. (ANSA).
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