Strage in discoteca a Corinaldo, definitive le condanne per gestori e proprietari

- ANCONA, 05 MAG - Sono diventate definitive le condanne per il filone bis del processo per la strage nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo (Ancona) in cui morirono cinque minorenni e una madre 39enne nella notte tra il 7 e l'8 dicembre 2018. La quarta sezione penale della Corte di Cassazione si è pronunciata oggi sui ricorsi di sette imputati che avevano scelto il rito abbreviato, già condannati in primo e secondo grado per la carenza di sicurezza nel locale, causa dei decessi. La Suprema Corte ha rigettato per alcuni e dichiarato inammissibili per altri i ricorsi, rendendo irrevocabile la sentenza della Corte di Appello di Ancona. Il verdetto era stato emesso l'11 luglio 2025 per i reati di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e disastro colposo. Le pene confermate sono di 4 anni di reclusione, per le proprietarie del locale Letizia Micci e Mara Paialunga; 5 anni e un mese per Marco Cecchini, dj e gestore di fatto; 3 anni e 4 mesi al socio Carlantonio Capone; 3 anni e 8 mesi a Gianni Ermellini, responsabile della sicurezza; 4 anni ad Alberto e Marco Micci, anch'essi proprietari. Per Cecchini è stata eliminata la pena relativa a un reato contravvenzionale, già dichiarato prescritto in appello, senza incidere sul computo complessivo. Il procedimento riguardava le condizioni di sicurezza del locale. Le vittime vennero schiacciate dalla folla in fuga, vicino alla sicurezza numero 3 anche a causa del cedimento di una balaustra, dopo che nel locale era stato spruzzato spray al peperoncino. Nello stesso filone d'indagine due imputati avevano patteggiato in primo grado: Francesco Bartozzi, amministratore unico della Magic Srl, 2 anni e 8 mesi, e il buttafuori Alessandro Righetti, 2 anni.
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