Spielberg torna con Disclosure day, 'abbiamo già delle verità sugli alieni'

(di Francesca Pierleoni) (ANSA) - ROMA, 30 MAG - E' "matematicamente e scientificamente impossibile che non ci sia vita là fuori, ma ci sono civiltà avanzate? La grande domanda rimane: sono mai venuti qui? O, in alternativa, sono qui adesso? Ed è proprio a questa domanda che il mio film cerca di rispondere". Così Steven Spielberg ha riassunto con l'amica Michelle Obama durante Imo, il podcast che l'ex first lady conduce con il fratello Craig Robinson, il senso del suo ritorno alla fantascienza con l'atteso e ancora per gran parte misterioso Disclosure day, in arrivo nelle sale italiane il 10 giugno con Universal. Il film realizzato con un budget di circa 115 milioni di dollari è scritto da David Koepp partendo da un soggetto del regista ed è interpretato da uno straordinario cast che comprende Emily Blunt, Josh O'Connor, Colin Firth, Eve Hewson, Colman Domingo, Wyatt Russell e Elizabeth Marvel. Stando ai particolari emersi dai trailer e le prime dichiarazioni di Spielberg e degli attori, la storia ruota intorno al personaggio di Daniel giovane esperto di cyberscurezza che lavora per una segretissima agenzia che custodisce i segreti sulle visite aliene sulla Terra. Quando l'uomo, venuto in contatto con sconvolgenti informazioni top secret, decide di rivelare la verità sulle presenze aliene a tutti, si scatena contro di lui una caccia all'uomo guidata dal suo capo (Colin Firth) per cercare di fermarlo. Daniel troverà però un'inaspettata alleata in Margaret (Blunt) metereologa ed ex giornalista, legata all'uomo da un evento avvenuto quand'erano bambini. Proprio lei si trova a diventare anche uno 'strumento' usato dagli alieni per comunicare. Spielberg ricorda di aver trattato già il tema "quand'ero molto molto più giovane", la prima volta in Incontri ravvicinati del terzo tipo, uscito nel 1977. Quel film "parlava certamente del primo incontro tra l'umanità e una civiltà avanzata proveniente da un altro pianeta, da là fuori". L'idea per Disclosure day gli è venuta nel 2023, "quando il New York Times ha pubblicato un articolo, nato da una 'gola profonda' che aveva fatto avere al quotidiano del materiale video. Il pezzo, scritto, se non sbaglio, da Helene Cooper, Ralph Blumenthal e Leslie Kean riguardava ciò che i piloti della Marina avevano fotografato con i loro sistemi Flir, a infrarossi frontali, di un Ufo, che adesso chiamano Uap (Unidendified Aerial Phenomena, ndr)" Spielberg preferiva il termine Ufo ma questo nuovo "in un certo senso ha portato un lessico più serio e accettabile in un mondo che ancora oggi, 50 anni dopo Incontri ravvicinati del terzo tipo, è più propenso a credere che qualcosa stia accadendo da decenni e decenni e decenni riguardo alle visite (aliene) al nostro pianeta". Disclosure day "parla di cosa succederebbe se tutte queste informazioni venissero divulgate contemporaneamente. Che influenza avrebbe su tutto? La storia ruota attorno al tentativo di impedire che questa rivelazione abbia luogo. Ed è per questo che gran parte del film è una caccia sfrenata e implacabile". L'interesse del regista per gli alieni "credo sia dovuto alla curiosità, più che all'immaginazione, perché ci sono molte cose di Incontri ravvicinati del terzo tipo che ho inventato, ma in Disclosure Day ci sono molte cose che non ho sentito il bisogno di inventare, perché come si diceva in X-Files, la verità è là fuori, e credo che ora sia anche qui". Così per il film si è posto la domanda 'chi ha il coraggio di farsi avanti e dirci che non dovremmo avere paura di convivere con questa verità? È stata la curiosità, più che l'immaginazione, a spingermi ad affrontare l'argomento". Il cineasta, classe 1946, vincitore di tre Oscar e un Irving G Thalberg Memorial Award, assegnatogli dall'Academy nel 1987, nonostante il suo straordinario percorso, per ogni nuovo progetto sente ancora la stessa tensione: "Si potrebbe pensare che a questo punto della mia vita e della mia carriera dovrei sentire più solido il terreno sotto i piedi, ma è ancora tutto piuttosto instabile. Non importa quanti film abbia diretto o prodotto, ognuno in un certo senso, soprattutto quelli che ho diretto, lo sento distante, non qualcosa da cui ripartire, ogni volta è un'esperienza nuova". Comunque "ora mi emoziona vedere come questo film verrà accolto - aggiunge sorridendo - non vedo l'ora di mostrarlo al mondo". (ANSA).
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