Sigrid Kaag, noi europei non possiamo più affidarci agli Stati Uniti

(ANSA) - UDINE, 10 MAG - "L'Europa deve diventare un attore globale e smettere di essere un pagatore globale. Non possiamo più affidarci agli Stati Uniti come abbiamo fatto finora: né alla NATO né come alleati. Perché non si trattano gli alleati nel modo in cui siamo stati trattati": è l'analisi di Sigrid Kaag, ex ministra delle Finanze e degli Esteri olandese al festival vicino/lontano, partecipando a un incontro sull'utopia dell'Europa con gli storici Guido Crainz e Aldo Schiavone e al giurista Luigi Ferrajoli. "L' Europa è sempre stata un sogno, e la bellezza di un sogno è che ti spinge ad andare oltre - ha proseguito Kaag - negli anni recenti, quello che è cambiato è che i politici si schermano dietro a Bruxelles quando le cose diventano difficili, perché Bruxelles è un facile capro espiatorio. Vogliamo far sentire la nostra voce? Questo comporta dei rischi. Ma dobbiamo andare oltre gli insulti ricevuti, difenderci e proteggerci. Abbiamo bisogno di leadership e non si tratta di vincere le prossime elezioni, abbiamo bisogno di coraggio nelle nostre azioni. Non è utopia, ma un compromesso per migliorare costantemente". Concetti condivisi da Schiavone: "Non si costruisce un mondo globale senza la presenza dell'Europa e senza la presenza del suo pensiero - il suo intervento - Dobbiamo costruire il cantiere di una nuova Europa: in questo momento non abbiamo né idee né leader. E' un compito per le nuove generazioni". Tematiche ribadite anche da Ferrajoli: "Siamo dominati da pochi autocrati come Putin, Trump e Netanyahu e da pochi multimiliardari senza limiti - ha detto, in collegamento video - se non ci sarà il risveglio della ragione, per la prima volta nella storia è possibile l'estinzione del genere umano. L'Europa ha un'enorme responsabilità, può e deve diventare popolare, e il solo modo per farlo è aprire le frontiere. I nazionalismi puntano sulla sua inutilità, ma l'Europa deve diventare sociale. Un'unificazione del mondo è possibile, attuando quei princìpi di pace già stabiliti dal diritto internazionale". Diritto internazionale che, per Kaag, "non è mai stato coerentemente applicato ovunque nello stesso momento", in particolare a Gaza dove "non c'è un singolo palestinese che direbbe di essere stato aiutato dall' Europa". "Essere fieri di essere europei non significa essere eurocentrici - ha concluso la diplomatica - siamo tra tanti, questo sistema è una galassia di opportunità". (ANSA).
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