Roma, la protesta della comunita' iraniana davanti all'ambasciata

Flash mob silenzioso per dire basta alla teocrazia, alla polizia morale, al regime, all'oppressione e alle migliaia di morti con cui la Repubblica Islamica sta soffocando le manifestazioni di protesta in corso in tutto l'Iran. Decine di giovani iraniani, ammantati dalle "vere bandiere dell'Iran", hanno risposto all'appello lanciato dal segretario di +Europa, Riccardo Magi per il sit-in andato in scena stamattina di fronte all'ambasciata di Teheran a Roma, in via Nomentana: in silenzio - rotto solo dal grido in farsi "Javid Shah", "Viva lo Shah" - come quello imposto dal regime degli Ayatollah alla popolazione, a cui da oltre cinque giorni - il 'digital blackout' e' iniziato l'8 gennaio - e' negato l'accesso a internet e alle reti mobili e fisse con l'obiettivo di ostacolare i contatti tra i manifestanti ed evitare il diffondersi all'estero delle immagini della repressione. Ma la protesta non e' solo dei giovani: Maryam, di Tabriz, ha 60 anni ed e' anche lei in piazza.

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