Ragazzo ucciso, petizione di solidarietà ai docenti 'lasciati soli'

'Facile colpevolizzare la scuola invece di affrontare l'emergenza educativa'

(ANSA) - LA SPEZIA, 21 GEN - "Cari colleghi dell'istituto Einaudi-Chiodo della Spezia, vi scriviamo con il cuore pesante, profondamente colpiti dall'immane tragedia che ha sconvolto la vostra comunità scolastica. Sentiamo forte il dovere etico e professionale di non lasciarvi soli: la vostra ferita è anche la nostra, perché riguarda l'intera scuola italiana". È il testo di una petizione di solidarietà ai docenti dell'istituto dove venerdì scorso è stato accoltellato a morte da un compagno il 18enne Abanoub Youssef apparsa nelle scorse ore sulla piattaforma Change.org e firmata da una insegnante di una scuola della provincia della Spezia che in poco tempo ha raccolto oltre 500 firme. Dal titolo 'Il ruolo del docente oggi' esprime il punto di vista di chi conosce bene "la fatica dei prof che operano quotidianamente in prima linea". "Le nostre classi sono sempre più spesso luoghi complessi, in cui fragilità personali, disagio emotivo e problemi comportamentali si intrecciano in modo profondo - testimonia la petizione -. Ci confrontiamo con famiglie che, come noi, faticano ad affrontare la complessità del compito educativo; troppo spesso, però, i docenti vengono lasciati soli a gestire dinamiche che vanno ben oltre la didattica e le proprie competenze professionali. In un contesto sociale attraversato dalla violenza e dalla perdita di riferimenti, l'educazione all'empatia e alla responsabilità è fondamentale, ma il lavoro in aula non può bastare se le istituzioni non fanno realmente sistema. È troppo semplice colpevolizzare la scuola invece di affrontare collegialmente una vera emergenza educativa". "Servono risposte concrete: - sottolinea - psicologi in pianta stabile, risorse reali per l'inclusione, investimenti sul personale e la fine dei tagli. La scuola deve tornare a essere un bene comune e un investimento vitale per il futuro della società. Vi abbracciamo con sincera vicinanza, uniti nella difesa della dignità del nostro lavoro e della nostra missione educativa". (ANSA).

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