Ragazzo ucciso a Pavia, centinaia di persone alla fiaccolata

Presenti i sindaci di Pavia e Favara, la preghiera del vescovo Sanguineti

(ANSA) - PAVIA, 22 APR - Centinaia di persone hanno partecipato questa sera a Pavia alla fiaccolata organizzata in memoria di Gabriele Vaccaro, il giovane di 25 anni ucciso nella notte tra sabato 18 e domenica 19 aprile dopo essere stato colpito con un fendente al collo nel parcheggio dell'area Cattaneo. Era presente anche Antonio Palumbo, sindaco di Favara (Agrigento), paese originario del ragazzo ucciso, insieme al sindaco di Pavia, Michele Lissia. Dopo un momento di raccoglimento nel parcheggio, teatro dell'omicidio, la fiaccolata è partita davanti alla basilica di San Pietro in Ciel d'Oro, raggiungendo poi piazza Duomo. L'iniziativa, dal titolo "Mille luci per una speranza in ricordo di Gabriele", è stata promossa dalla Consulta dei Giovani di Pavia, insieme alla Diocesi di Pavia, al Comune e ad Edisu. Al termine è seguito un momento di preghiera e raccoglimento in Duomo, guidato dal vescovo di Pavia, Corrado Sanguineti. "Questa sera abbiamo percorso le vie della città, con le nostre fiaccole, in silenzio - ha sottolineato, nel suo intervento, il vescovo -: ci siamo stretti a voi, carissimi familiari di Gabriele, ai suoi amici, per dare un segno di vicinanza, per esprimere e condividere il dolore e lo sgomento davanti all'assurda morte di Gabriele. Il nostro cuore ferito si apre a Dio, al Signore della vita, e a lui consegniamo la nostra invocazione: per Gabriele, perché sia accolto nel regno del Padre, per i suoi cari, perché siano sostenuti e consolati dalla forza dello Spirito e dal dono di presenze amiche, per questa amata città di Pavia, per gli uomini e le donne che l'abitano, perché nessuno si rassegni all'insensatezza di certi eventi, perché tutti noi abbiamo un soprassalto nel cuore, per ritrovare ragioni vere di speranza, per sentirci coinvolti nella grande, nobile e faticosa opera dell'educazione delle nuove generazioni". "Vogliamo pregare anche per chi si è reso responsabile della morte violenta di Gabriele - ha aggiunto Sanguineti -, perché si renda conto di ciò che ha fatto, perché maturi un reale pentimento, perché nel suo cammino di riparazione e di espiazione, di maturazione e di rinascita possa uscire dal buio che lo abita e possa ritrovare se stesso. Per la sua famiglia, perché sappia veramente accompagnare il figlio adolescente nel lungo e duro percorso che lo attende". (ANSA).

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