Pro Vita, 'minacciati di morte durante il corteo dell'8 marzo a Roma'

"Sinistra prenda le distanze"

(ANSA) - ROMA, 09 MAR - "Le sedi di pro vita si chiudono col fuoco ma coi pro vita dentro sennò è troppo poco. E se un provita muore: champagne! E se non muore: molotov!". Sono cori intonati contro Pro Vita & Famiglia durante il corteo per l'8 marzo organizzato, tra gli altri, dal collettivo transfemminista di "Non Una Di Meno". "Immaginiamo la scena a parti invertite - commenta l'associazione in una nota -, se dei manifestanti pro life avessero rivolto minacce di morte ad associazioni transfemministe o Lgbt. Sarebbe scoppiato uno scandalo nazionale, con titoli di apertura su tutti i giornali e i vari Schlein, Zan, Conte, Gualtieri e Boldrini si sarebbero stracciati le vesti. Dove sono ora? Non hanno nulla da dichiarare contro questo odio? Se non condanneranno queste violenze - come purtroppo non hanno mai fatto nei tanti attacchi che abbiamo subito in questi anni - ammetteranno che l'uguaglianza vale solo per chi la pensa come loro". Nelle strade adiacenti alla sede, sono inoltre comparsi dei manifesti del collettivo "Pro Scelta e Sorellanz3", che scimmiottano i cartelloni originali di Pro Vita & Famiglia sulla definizione, da dizionario, di "Donna". Tra i messaggi: "Pro Vita parassita a che pro sei in vita?"; "Donna: chi ce se sente" - riferimento all'autopercezione di genere -, "Trans*: il vostro peggiore incubo" e un attacco al diritto all'obiezione di coscienza. "Solo il presidio costante delle forze dell'ordine - aggiunge l'associazione - ha impedito ai manifestanti di avvicinarsi fisicamente alla sede e far degenerare la situazione". (ANSA).

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